Botta e risposta tra Avvenire e il Giornale: Boffo scrive che «il documento è una sòla,» la redazione di Feltri lo pubblica

Vittorio Feltri

Mattinata intensa nelle redazioni delle due testate giornalistiche in “guerra” da quando è stata resa pubblica la condanna di Dino Boffo per molestie. Questa volta all’attacco parte il direttore di Avvenire, con un articolo velenoso in cui viene attaccata l’autenticità e l’esistenza dei documenti giudiziari in possesso al quotidiano di Feltri.

A dargli man forte, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni che in una telefonata – oltre a manifestare «la sua solidarietà e il senso di schifo che gli nasceva dalle cose lette» – assicurava Boffo «di aver ordinato un’immediata verifica nell’apparato di pubblica sicurezza che da lui dipende, e che nulla, assolutamente nulla di nulla era emerso,» in merito all’affermazione del Giornale, secondo il quale «sarebbe stato da tempo “già attenzionato dalla polizia per le sue frequentazioni”».

La polizia, insomma, non scheda gli omosessuali.

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Caso Boffo: controllato dalla polizia perché frequentatore della prostituzione maschile milanese

Mario Adinolfi

Mario Adinolfi

AGGIORNAMENTO DEL 30/08/2009: Botta e risposta tra Avvenire e il Giornale: Boffo scrive che «il documento è una sòla,» la redazione di Feltri lo pubblica

Dino Boffo era controllato dalla polizia. Non perché omosessuale, come molti avevano pensato, ma conseguenza «delle frequentazioni del direttore di Avvenire dei luoghi della prostituzione maschile milanese».

A rivelarlo è Mario Adinolfi, ex articolista di Avvenire e candidato alla segreteria nazionale del Pd.

Sul suo blog, scrive una lunga lettera aperta a Vittorio Feltri, direttore de ” il Giornale”, in cui rivendica la paternità di due scritti pubblicati senza autorizzazione sul quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi.

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Vescovi Usa contrari a riforma sanità: favorisce l’aborto

La Conferenza Episcopale Americana da tempo appoggiava l’ipotesi di riformare la sanità americana, invocando un sistema che avesse più attenzione verso i poveri. Ora però tra i vescovi statunitensi cresce sempre più il malumore per il testo proposto dal presidente Barack Obama.

Al centro delle critiche è ancora una volta l’aborto, e la possibilità che la nuova legge favorisca in qualche modo le interruzioni di gravidanza prevedendone la copertura assicurativa.Nelle ultime due settimane i dubbi si sono fatti sempre più pressanti tanto che qualcuno preferirebbe addirittura fermare l’intero processo di riforma. Tra questi, secondo il New York Times, anche il cardinale Justin Rigali, uno dei leader della Conferenza Episcopale.

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Baltimora, madre lascia morire di fame bimbo di un anno perché non diceva «amen»: secondo i membri del suo culto era un “demone”

Javon Thompson

Javon Thompson

La storia di Javon Thompson, bimbo di appena 12 mesi, è una di quelle in cui la parola “incredibile” non è sufficiente per descrivere le circostanze che lo hanno portato alla morte. E non è sufficiente nemmeno per descrivere il procedimento giudiziario.

Tutto ha inizio con l’ingresso di Ria Ramkissoon, 20enne all’epoca dei fatti, madre del bambino, nel culto “1 Mind Ministries” subito dopo la nascita di Javon.  Secondo i documenti della corte, il culto è guidato da una donna che si fa chiamare Queen Antoinette, ed ha sede in una villetta a schiera nel distretto ovest di Baltimora.

Nel Dicembre 2006 Queen Antoinette avrebbe dato istruzioni a Ria e altri membri di privare il piccolo Javon di cibo e acqua.  Il bambino, i cui resti sono stati ritrovati in una valigia, è stato lasciato morire di fame dai membri del culto – compresa sua madre – perché rifiutava di dire «amen» dopo i pasti. Lo consideravano un “demone”.

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Indonesia, insegnante ustiona studentesse per spiegare l’inferno

Il preside di una scuola media di Bandung  ha confermato le lamentele di una studentessa che avrebbe raccontato di essere stata ustionata, insieme alle compagne, dalla propria insegnante per spiegare l’inferno.

L’incidente sarebbe occorso martedì, durante una lezione di religione islamica.

Secondo la studentessa, l’insegnante stava spiegando il concetto di inferno e avrebbe chiesto solo agli studenti di sesso femminile di raggrupparsi intorno a lei mentre accendeva fiammiferi.

«Ha chiesto a ogni studentessa di accendere un fiammifero, poi lo ha spento sulle loro mani,» racconta la ragazza, aggiungendo che solo gli studenti di sesso femminile dovevano partecipare. «Ha detto che l’inferno è pieno di donne».

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San Francisco: rapita 18 anni fa, il sequestratore è un fanatico religioso

Jaycee Dugard

Jaycee Dugard

SAN FRANCISCO – Vicenda dai contorni incredibili in California: una donna di 29 anni rapita quando ne aveva 11 ha vissuto per tutto questo tempo prigioniera del suo rapitore, dal quale ha avuto due figlie.

Lo hanno confermato le autorità di polizia che da anni indagavano sulla scomparsa di Jaycee Dugard, rapita il 10 giugno del 1991 mentre stava aspettando l’autobus per andare a scuola a South Lake Tahoe, nella El Dorado County, in California.

Testimoni riferirono di aver visto due persone caricare a forza la bambina su un’auto e fuggire. Ora, a 18 anni di distanza, Jaycee Lee Dugard è ricomparsa.

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Boffo, il supercensore de “l’Avvenire” condannato per molestie

Dino Boffo

Dino Boffo

AGGIORNAMENTO DEL 29/08/2009: Caso Boffo: controllato dalla polizia perché frequentatore della prostituzione maschile milanese

AGGIORNAMENTO DEL 30/08/2009: Botta e risposta tra Avvenire e il Giornale: Boffo scrive che «il documento è una sòla,» la redazione di Feltri lo pubblica
«Articolo 660 del Codice penale, molestia alle persone. Condanna originata da più comportamenti posti in essere dal dottor Dino Boffo dall’ottobre del 2001 al gennaio 2002, mese quest’ultimo nel quale, a seguito di intercettazioni telefoniche disposte dall’autorità giudiziaria, si è constatato il reato».

Comincia così la nota informativa che accompagna e spiega il rinvio a giudizio del grande moralizzatore, alias il direttore del quotidiano Avvenire, disposto dal Gip del Tribunale di Terni il 9 agosto del 2004.

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