Vescovi Usa contrari a riforma sanità: favorisce l’aborto

La Conferenza Episcopale Americana da tempo appoggiava l’ipotesi di riformare la sanità americana, invocando un sistema che avesse più attenzione verso i poveri. Ora però tra i vescovi statunitensi cresce sempre più il malumore per il testo proposto dal presidente Barack Obama.

Al centro delle critiche è ancora una volta l’aborto, e la possibilità che la nuova legge favorisca in qualche modo le interruzioni di gravidanza prevedendone la copertura assicurativa.Nelle ultime due settimane i dubbi si sono fatti sempre più pressanti tanto che qualcuno preferirebbe addirittura fermare l’intero processo di riforma. Tra questi, secondo il New York Times, anche il cardinale Justin Rigali, uno dei leader della Conferenza Episcopale.

“Non fare la riforma è meglio che farne una fatta male”, ha detto invece il vescovo di Sioux City, in Iowa, R. Walker Nickless. Obama ha più volte ribadito che nel piano non è prevista alcuna copertura pubblica per l’aborto, ma nei prossimi giorni articoli di protesta saranno comunque diffusi in molte chiese americane. Uno scontro che va avanti sin dalla campagna elettorale, quando Obama si definì favorevole all’aborto scatenando le critiche dei vertici della curia americana.

A provocare i dubbi è la possibilità, lasciata al segretario alla Salute e prevista nel testo all’esame della Camera, che i fondi di un’ipotetica compagnia assicurativa pubblica possano servire a pagare le spese per l’interruzione di gravidanza (legale negli Stati uniti per legge federale). Anche se l’assicurazione pubblica prevedesse la copertura, i soldi per rimborsare le spese sanitarie dovrebbero comunque per legge provenire dai premi pagati dai clienti e non dai fondi pubblici, in modo che il denaro dei contribuenti non sia utilizzato per incentivare le pratiche abortive. E’ il sistema adottato anche in molti Stati dove l’attuale sistema pubblico destinato solo agli indigenti, il Medicaid, copre le spese dell’aborto.

I vescovi però definiscono fittizia e “illusoria” la divisione nei fondi, sostenendo che di fatto lo Stato garantirebbe quel tipo di copertura sanitaria. “Non si tratta di uno dei problemi qualunque di cui si occupa la Chiesa”, ha scritto recentemente Willam Murphy, uno dei vescovi dello Stato di New York, “la sanità è un argomento fondamentale per la dignità della vita umana”. La polemica ha però dato voce anche a chi, all’interno della comunità cattolica, si oppone alla riforma per motivi diversi. “La Chiesa cattolica non insegna che il governo debba fornire direttamente l’assistenza sanitaria”, ha detto Nickless aggiungendo che “ogni legge che diminuisce la vitalità del settore privato è sospetta”.

Fonte: APCom

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