Baltimora, madre lascia morire di fame bimbo di un anno perché non diceva «amen»: secondo i membri del suo culto era un “demone”

Javon Thompson

Javon Thompson

La storia di Javon Thompson, bimbo di appena 12 mesi, è una di quelle in cui la parola “incredibile” non è sufficiente per descrivere le circostanze che lo hanno portato alla morte. E non è sufficiente nemmeno per descrivere il procedimento giudiziario.

Tutto ha inizio con l’ingresso di Ria Ramkissoon, 20enne all’epoca dei fatti, madre del bambino, nel culto “1 Mind Ministries” subito dopo la nascita di Javon.  Secondo i documenti della corte, il culto è guidato da una donna che si fa chiamare Queen Antoinette, ed ha sede in una villetta a schiera nel distretto ovest di Baltimora.

Nel Dicembre 2006 Queen Antoinette avrebbe dato istruzioni a Ria e altri membri di privare il piccolo Javon di cibo e acqua.  Il bambino, i cui resti sono stati ritrovati in una valigia, è stato lasciato morire di fame dai membri del culto – compresa sua madre – perché rifiutava di dire «amen» dopo i pasti. Lo consideravano un “demone”.

Nessuno di loro ha cercato aiuto medico quando Javon ha smesso di respirare. Finirà per morire tra le braccia di sua madre.

Ria Ramkissoon

Ria Ramkissoon

Non soddisfatta per l’operato, Queen Antoinette ha lasciato il corpo esanime in una stanza per più di una settimana, sostenendo che «Dio lo avrebbe resuscitato dai morti». In seguito, ha bruciato i vestiti del bambino e un materasso e ha messo il suo corpo in una valigia verde, che apriva periodicamente per spruzzare del disinfettante nel tentativo di coprire l’odore.

Queen Antoinette

Queen Antoinette

All’inizio del 2007 i membri del gruppo hanno abbandonato Baltimora per trasferirsi a Filadelfia, dove lasceranno la valigia verde e altri bagagli nel capannone di un uomo che avevano conosciuto durante la loro permanenza. La valigia verrà ritrovata nel 2008 dalla polizia grazie a una soffiata.

Tutti verranno inizialmente incriminati per omicidio di primo grado e la madre finirà in un reparto psichiatrico del Baltimore Central Booking and Intake Center. Nel Marzo del 2009, Ria Ramkissoon, ormai 22enne, decide di dichiararsi colpevole stringendo un patto che non ha precedenti nella giurisprudenza americana: coopererà nell’accusa degli altri imputati nel processo per la morte di suo figlio a condizione che le accuse contro di lei siano stralciate nel caso in cui il bambino resuscitasse dai morti.

«E’ inoltre specificato – ha detto il Giudice Timothy Doory durante la descrizione del patto con la madre del ragazzo – che se la vittima di questo caso, Javon Thompson, resusciterà, come voi ancora sperate, potrete stralciare la dichiarazione di colpevolezza e anche le accuse contro di voi saranno ritirate».

Il portavoce dell’ufficio legale dello stato del Baltimora, Margaret Burns, ha affermato che la donna non potrà esimersi dai suoi obblighi se tenterà di sostenere la reincarnazione del figlio in altre forme. «Dovrà essere una resurrezione come quella di Gesù, non una reincarnazione in un oggetto o un animale».

I magistrati hanno garantito che se la donna testimonierà con onestà contro gli altri imputati, secondo l’accordo raggiunto, sarà rilasciata, messa in libertà vigilata e verrà posta in terapia, che potrebbe includere un “processo di deprogrammazione”.

Lo scorso 11 Agosto gli avvocati di Ria Ramkissoon hanno reso noto che la loro cliente verrà rilasciata dal carcere di Baltimora e affidata ad un programma di aiuto, senza cancelli o guardie, in una fattoria situata in una zona rurale nel Nord-Est del Maryland. Il luogo è stato scelto da un magistrato che si occupa di pene alternative.

«Non è un istituto di correzione. E’ un posto in cui potrà riacclimatarsi. Sarà parte di una comunità, avrà un lavoro e delle responsabilità,» ha detto l’avvocato di Ria, Steven D. Silverman. «E’ molto emozionata per l’opportunità di fare qualcosa di positivo».

Il processo agli altri membri del culto – Queen Antoinette, 41 anni; Trevia Williams, 21 anni; Marcus A. Cobbs, 22 anni; Steven L. Bynum, 43 anni –  inizierà ad Ottobre. Antoinette e Williams non hanno indicato avvocati e rappresenteranno loro stessi in aula.

Fonti: Courier Mail, The Washington Post, Associated Press

1 commento

  1. almeno, in the usa, hanno ancora la pena di morte.


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