ESCLUSIVO: abusi sessuali dietro la sospensione di padre Jozo Zovko

padre Jozo Zovko

padre Jozo Zovko

AGGIORNAMENTO 11/09/2009: INCHIESTA ESCLUSIVA: «Nessuno dei veggenti di Medjugorje si è mai arricchito grazie alle apparizioni.» Ecco le prove del contrario.

AGGIORNAMENTO: Padre Jozo in totale isolamento come Tomislav Vlasic

AGGIORNAMENTO: La testimonianza di Mark Waterinckx: conferma alle accuse di abusi sessuali

Qualcosa sta accadendo in Vaticano per chiudere definitivamente la questione Medjugorje.

Lo aveva anticipato il Monsignor Andrea Gemma sulle pagine di Petrustra poco il Vaticano interverrà con qualcosa di esplosivo per smascherare una volta per tutte chi c’è dietro questo raggiro»), ne aveva sentito l’odore il francescano che durante l’intervista a Tomislav Vlasic, in isolamento in una località dell’entroterra ligure, aveva espresso i suoi timori per «l’arrivo di una spaventosa tempesta su Medjugorje»: secondo una fonte vicina alla Congregazione per la Dottrina della Fede, il processo ai “creatori” del “fenomeno Medjugorje” è già in atto.

Dopo l’intervento della CDF su Padre Tomislav Vlasic, ritenuto da molti colui che dal principio ha imbastito il “fenomeno”, culminato con il suo isolamento, il mirino della Santa Sede si sarebbe spostato sul discusso Padre Jozo Zovko, da tutti considerato l’attuale “direttore spirituale” dei “veggenti”.

Già colpito da tre decreti sospensivi mai rispettati, Zovko, ha preferito trasferirsi su un’isola sperduta e disabitata, quale tentativo di rispettare, dopo 20 anni di disobbedienza, le decisioni dei Vescovi di Mostar.

Il motivo di tali provvedimenti, finora, non era mai stato reso pubblico in maniera chiara ed esaustiva e, addirittura, il lungo testo cronistorico dell’operato vescovile nei confronti del francescano, a differenza di altri documenti, è stato pubblicato ufficialmente sul sito della Diocesi di Mostar-Duvno solo in croato, non permettendo ma, anzi, ostacolando la comprensione per coloro che alla vicenda sono in qualche modo interessati.

Grazie a Marco Corvaglia, è ora disponibile una traduzione in italiano del documento in questione, ma le argomentazioni sono tipicamente criptiche e poco chiare sui veri motivi che hanno portato alla sospensione di padre Jozo (si parla della “sua, almeno discutibile, vita morale privata“).

Da alcune indiscrezioni trapelate sulla vicenda, è stato possibile individuare l’esatta causa dei provvedimenti: numerosi abusi sessuali commessi dal francescano.

Mark Waterinckx

Mark Waterinckx

La prima sospensione in particolare,quella del 1989, avvenne in seguito alla documentazione raccolta dal defunto Vescovo Zanic, tra la quale la testimonianza di Mark Waterinckx e di numerosi altri testimoni.

Molti di questi fatti erano già noti all’estero in quanto parzialmente pubblicati sul libro “The Medjugorje Deception” di E. Michael Jones, da Unity Publishing, dal Los Angeles Mission e dal The Wanderer.

Le prime accuse furono mosse proprio da Mark Waterinckx, professore belga ed ex fervente sostenitore del “fenomeno Medjugorje”.

Nel 1986 un uomo d’affari olandese che viveva nell’ex-Jugoslavia, disse a Mark che “Jozo aveva un particolare interesse per le belle donne“.

In principio fu scandalizzato da “una simile calunnia” finché alle sue orecchie non arrivarono altre notizie dello stesso genere. Nel 1989 una ragazza americana raccontò dettagliatamente al professore come padre Jozo abusò di lei. Naturalmente il francescano negò tutto, ma di fronte a quelle accuse apparve scosso e impallidì.

Mark Waterinckx e padre Jozo

Mark Waterinckx e padre Jozo

Padre Jozo era amico e confessore di Mark dal 1984, ma nonostante questo non esitò un istante dall’accusarlo di averlo disturbato mentre la chiesa gremiva di pellegrini.

In quel periodo, il francescano si serviva di alcune interpreti. Una di queste, Anka, lo sorprese mentre aveva un rapporto sessuale con Rafaela, un’altra donna Americana in pellegrinaggio a Medjugorje.

Anka, però, giurò a Mark, dietro pressione di Padre Jozo, che nulla accadde. In un secondo momento, si decise a raccontare quello che avvenne.

Il giorno che sorprese il francescano, picchiò la signora Rafaela per intimidirla. “Potevo controllare la bionda americana per tenerla lontana da padre Jozo, ma non ho potuto fare nulla con le italiane,” disse Anka.

Lei era una delle quattro ragazze che vivevano con Jozo nel periodo in cui era pastore nella parrocchia di Tihaljina.

Da quel momento, Zovko dirà che Mark e tutte le ragazze che lo accusano “sono solo dei pazzi”.

padre Philip Pavic

padre Philip Pavic

Informato da Waterinckx sull’accaduto, padre Leonard Orec, collega di Jozo, non sembrò affatto sorpreso. Nel frattempo la ragazza americana aveva raccontato l’incubo vissuto al suo confessore, padre Philip Pavic, che contattò il professore belga e lo informò che aveva già sentito simili accuse verso padre Jozo.

Pavic contattò anche padre Svetozar Kraljevic che replicò urlando due volte “l’ha fatto ancora!“.

Secondo quanto testimoniò Mark, sarebbero almeno 12 le donne molestate da padre Jozo.

E. Michael Jones, scrive nel suo libro che Zovko abusò sessualmente la figlia di un organizzatore di pellegrinaggi e una pellegrina americana nella canonica della chiesa in cui era pastore.

Zanic scoprì, grazie alle testimonianze raccolte, che padre Jozo adescava giovani donne e le costringeva a praticargli del sesso orale nella sacrestia e sarebbero numerosi i testimoni che l’avrebbero confermato: la Diocesi di Mostar è anche in possesso di una foto imbarazzante e compromettente del francescano.

Ma gli abusi di padre Jozo sarebbero iniziati già prima del 1981, anno in cui i “veggenti” dichiararono per la prima volta di aver visto la “gospa”: Zovko, infatti, tentò di violentare la figlia di una coppia a Medjugorje. Il padre della ragazza era cugino di un altro francescano di Medjugorje, che confermò quanto accaduto.

Come padre Jozo, anche Tomislav Vlasic e Ivica Vego sono stati sospesi per la loro condotta morale e, dopo il trambusto creatosi in seguito ai provvedimenti presi contro Vlasic, Jozo ha probabilmente preferito l’esilio in un’isola deserta alla vergogna.

81 commenti

  1. PADRE JOZO, UN GRANDE SANTO, UN GRANDE UOMO, HO AVUTO LA SFACCIATA FORTUNA DI POTERLO INCONTRARE, PADRE, GLI CHIEDO PERDONO PER TUTTE LE SOFFERENZE CAUSATEGLI E LE MENZOGNE DETTE. PADRE JOZO SEMPRE A TESTA ALTA E CON TANTE PAROLE DI CONFORTO PER NOI PECCATORI. RICORDIAMO P.JOZO NELLE NOSTRE PREGHIERE COME FA LUI PER NOI. GRAZIE DELL’INCONTRO SPECIALE CHE GIOVEDI’ CI HA CONCESSSO, LO PORTIAMO NEL CUORE. TONINA E FAM.

  2. Piuttosto ben venga chi cerca la verità sui fatti di Medjugorje e sulle persone coinvolte, anche se questa dovesse risultare scomoda o deludente.
    Un certo giornalismo alla Brosio o alla Socci, per intenderci,fanno spesso un cattivo servizio alla verità dei fatti.
    Ovviamente la calunnia è un’altra cosa, ma la colpa è solo di chi la confeziona o la utilizza consapevolmente.
    La Chiesa poi ha sempre il dovere della critica.

    • Perchè prima di parlare non ti fai un bel viaggio là e provi xsonalmente la tua esperienza?

  3. Ma vi rendete conto che l’unica cosa di semi ufficiale è la citazione del Vescovo di una “Discutibile vita morale privata”?
    Frase che tra l’altro vuol dire tutto e niente e che era tipica del periodo storico (leggasi persecuzione comunista).
    Il resto è un sentito dire a catena, storie raccontate come si fa col gioco del telefono.
    Senza pensare che parte da un Tizzio (Waterinckx) che poteva avere notevole rancore contro Padre Jozo (visto la figuraccia fatta in chiesa davanti a centinaia di pellegrini).
    Non avete mai pensato a tutte le calunnie messe in piedi dal partito comunista?
    Non avete mai pensato al fatto che anche il Vescovo abbia potuto subire pressioni dalla polizia?
    Credete davvero che, una persona che non sia contro la Chiesa per partito preso o che non ami Novella 2000, possa realmente credere a questa serie di “Tizzio che dice a Caio che ha sentito da Sempronio che però ha ritrattato perchè minacciato…” ???
    La storia del Frate che addesca Pellegrine di piacevole aspetto per portarsele in canonica (che è un porto di mare, visti i numerosi pellegrini) è davvero l’esempio più squallido della “verità” che in teoria vi sforzate di diffondere.
    Diciamo pure che è credibile come una barzelletta sui carabinieri.
    Perchè non accennate all’anno e mezzo che Padre Jozo ha passato in carcere sotto tortura? (testimonianza ne sono i denti e le ossa rotte).
    Perchè non dite che è un sacerdote al quale basta guardarti in volto per dirti tutto della tua vita?
    Che gusto ci provate a scandalizzare la gente?

    • voglio conoscerti. io li ci son stata….
      contattami

  4. La ricerca della verità in materia di fede è senz’altro un paradosso in termini, oltre che un’ardua battaglia contro chi è intimamente convinto delle straordinarie capacità trascendentali di alcuni esseri umani o di alcuni luoghi. Premesso che lo scrivente è credente nella Santissima Trinità, sento il dovere di richiamare l’attenzione sul grave fenomeno della manipolazione psicologica che subiscono gli avventori, in buona fede, attratti dal fenomeno mistico di cui è sostenitore Pdre Jozo. Persone che hanno creduto al sole che gira, alle madonne apparse in fotogrammi, ai peli cresciuti sulle gambe di un crocifisso, tutto non prima di essere stati coinvolti in facili entusiasmi saggiamente preparati in sedi parrocchiali, nelle riunioni dei gruppi di preghiera e fortemente nei bus durante il tragitto dei pellegrinaggi organizzati, come possono queste avvicinarsi alla oggettività delle cose?! Pertanto, avendo io letto le fonti delle accuse sugli abusi sessuali che avrebbe commesso il francescano, non posso pensare ad una verità acclarata, in assenza di un giudizio celebrato nel rispetto del contraddittorio delle parti; tuttavia ritengo priva di dignità intellettuale la difesa aprioristica e parziale di ogni cosa o persona sol perché legate strettamente alle proprie convinzioni, mistiche o politiche che siano. In conclusione Padre Jozo dovrebbe affrontare in contraddittorio, non necessariamente giudiziale, le accuse gravissime che gli vengono mosse, magari prendendo l’iniziativa e chiamando a confronto i suoi accusatori (i quali hanno comunque prodotto documentazione non limitandosi al sentito dire, come asserisce qualcuno!). Resta fermo il fatto indiscutibile della disobbedienza del francescano avverso i devreti di sospensione vescovili. La povertà e la castità sono discutibili…perché tanta passione difensiva?

  5. l’albero buono si vede dai frutti, e a medjugorie ce ne sono tanti buoni, in questo articolo c’è l’opera del demonio.
    Luigi

  6. Essere oggetto di calunnie e maldicenze? Subire provvedimenti disciplinari pesanti per condotta morale discutibile? E’ successo anche a Padre Pio, Madre Teresa di Calcutta e tanti altri santi. Certo la disobbedienza fa riflettere, ma alla fine ha obbedito, quindi resta poco da dire. Ci sono degli ammonimenti della Madonna che partono proprio da li, da Medjugorie. Nessuno ha mai detto che li ci siano dei Santi che non peccano mai. Ma, altresì, nessuno può negare la natura divina del luogo e di tutto il resto. La Madonna ha scelto gente umile, normale. Non sono santi viventi come poteva essere Padre Pio, sono laici e religiosi NORMALI, quindi peccatori (non di certo assassini).
    Chi è senza peccato scagli la prima pietra!

    Non sta a noi giudicare, soprattutto in assenza di prove certe. Noi possiamo e dobbiamo solo credere o non credere. I fatti di Medjougorie sono evidentissimi, così come i suoi frutti. I giudizi spettano a Dio. Solo lui sa la verità.

    Non importa quale Prete dice la messa, ciò che conta è che Gesù sia presente.

    Smettete di screditare ciò che è evidente come il giorno e la notte.

  7. Durante la guerra avevo avuto occasione più e più volte di avere rapporti con i francescani, come già ho detto e mi ripeto, e di notare, con grande stupore e altrettanto fastidio, che il loro comportamento era tutt’ altro che coerente e in linea con gli insegnamenti del Vangelo che predicavano. Con padre Jozo Zvonko poi, l’ex vice parroco di Medjugorie, conosciuto casualmente, si può dire già al mio primo viaggio, fatto che ho già raccontato in altro capitolo, ho avuto, in seguito, mesi dopo, un furioso battibecco lì a Siroki Breag nel convento dov’ era stato mandato in castigo dal Vescovo e dove lui continuava indisturbatamente a fare il bello e brutto tempo, dopo quel bisticcio i nostri rapporti finirono del tutto. Causa del bisticcio? Fra Jozo mentiva, e mentiva spudoratamente, nascondeva nei suoi magazzini i beni che l’ associazione caritatevole di Lodi che mi aveva finanziato il primo convoglio quello della farina continuava a mandarmi presso i francescani dell’Herzegovina perchè più vicini alla zona dove operavo, convinti che mi sarebbero stati consegnati. Li mandavano con tanto di lista dove veniva specificata quantità e tipo di merce, lista che mi arrivava via fax presso la Cooperazione Italiana, sto parlando del primo periodo quando Emmaus ancora non s’era fatta viva. Quando avuta notizia che gli aiuti erano stati mandati attraverso degli italiani che scendevano a Medjugorie con dei furgoni e che costoro li avevano consegnati al frate in questione, io di lì a qualche giorno passavo per ritirarli, lui ipocrita diceva con l’aria serafica, che nessuno mai aveva portato nulla per me presso la sua parrocchia. Forse erano finiti in un altro magazzino con tutta quella confusione che c’era in giro, ma non certo nel suo magazzino. Questa la sua giustificazione. Va bene una volta, ma alla seconda e poi alla terza ebbi la certezza che fosse in cattiva fede e che quegli aiuti lui li imboscasse per altri scopi. Poi un bel giorno a casa di certi croati non profughi, ma residenti -avevo dato un passaggio a un soldato che per ringraziarmi m’aveva invitato a bere un caffé a casa sua- ebbene a casa dei suoi, non profughi ripeto, ma residenti in un villaggio vicino Mediugorie, trovai della merce che inconfondibilmente era nella lista di quella inviata per me. Chiesi da chi e dove avevano avuto quella merce. Fra Jozo, lui ce l’ha data. Così un bel giorno senza farmi vedere ho registrato su nastro senza farmene accorgere le sue affermazioni, quando cioè diceva con grande convinzione che mai nessuno aveva mandato qualcosa presso di lui. Feci arrivare la cassetta registrata alle persone che avevano inviato e a quelle altre che avevano consegnato nelle sue mani gli aiuti. Questi si sentirono truffati, misero in giro voci sul comportamento arbitrario del frate, lui venne a saperlo e dovette giustificarsi con costoro alludendo chissà quale scusa, con me fu furibondo, minaccioso, violento. La giustificazione che diede alla mancata consegna degli aiuti, fu pressappoco questa: giacchè io gli aiuti li portavo ai musulmani, nemici, ero uno che aiutava i nemici dei croati cristiani. Altra cosa che mi lasciò perplesso, per rimanere in tema, fu il comportamento inumano di Ivan Dragicevic, uno dei veggenti. Dopo aver preso in casa una famiglia di profughi musulmani con numerosi bambini- facevano parte di un gruppo, circa duecento profughi tra croati e musulmani che assieme a Don Simo, parroco di Zivinice, avevo portato a Medjugorie con due pullman. Ebbene, dopo un paio di mesi che li ospitava, Ivan Dragicevic li ha mandati via, ovvero li ha caricati di forza in uno dei miei camion perché li riportassi nuovamente lì nella zona di guerra da dove erano scappati. I racconti che mi fecero i bambini contenti di andare via di lì e tornarsene in Bosnia, i racconti che mi fecero sul loro soggiorno a casa del veggente, di come erano stati trattati da paria, quasi da nemici, mi amareggiarono e mi confermarono quanto già pensavo di quel cialtrone. Viska, altra veggente, faceva dei discorsi di tale violenza contro i serbi e i musulmani, di tale ignoranza e pregiudizio da rimanere a bocca aperta dallo stupore. Durante i suoi interventi pubblici spargeva sull’uditorio che l’ascoltava una tale melassa di buonismo e patriottismo da apparire lei stessa una barzelletta. Mi chiedevo come non ci fosse nessuno lì presente a contraddirla o a correggerla per gli spropositi che tirava fuori. Quello che vedevo poi negli uffici parrocchiali dei frati, gli arbitri che costoro compivano, le montagne di denaro che ricevevano, gli smisurati aiuti che arrivavano nei loro magazzini sparsi un po’ ovunque nel territorio e che finivano ai loro amici, soldati in testa, che andavano a ritirarli con tanto di divisa addosso e Mercedes rubate o requisite scegliendo la merce che più gradivano, scartando quella che non li garbava, per non parlare infine delle tante discariche nelle vicinanze di Citluk lungo le scarpate di strade laterali dove i frati o chi per loro notte tempo con grande gioia degli zingari, buttavano il guardaroba perché non avevano più posto dove metterlo, quando poi …no, mi fermo qui, vedo già il fastidio e la smorfia di dissenso dei miei lettori devoti della Madonna, ciecamente convinti che tutto quello che avviene a Medjugorie sia autentico e soprannaturale, (Dal racconto Jebiga rat di B. Zanin )

  8. Non credo possibile assolutamente chr tutto cio sia vero. ho visto di persona padre jozo e ho conosciuto lo spirito santo grazie a lui…credo proprio che dietro queste accuse ci sia proprio lo zampino del diavolo. padte jozo sei sempre nel mio cuore e nelle mie preghiere

    • Chissà quanta delusione avrà il buon medugoriano se la Chiesa darà il proprio responso negativo…? E quanti ‘cattolico-cristiani’ obbediranno ad essa, preti e vescovi compresi…?
      Com’è, Nadia, che non credi a ciò che constati (documenti e testimonianze che provano la triste realtà dei fatti), e credi invece a ciò che ti viene detto dai veggenti che non hanno mai portato alcuna prova concreta?

      • Non è necessario essere Medjugorjano per credere in Dio è nella reincarnazione di Suo figlio…


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