Il Papa predica contro il razzismo, ma in Messico Cattolici cacciano famiglie evangeliche

Alcuni evangelici espulsi

Alcuni evangelici espulsi

Hildalgo – “Mettere fine ad ogni forma di razzismo, discriminazione e intolleranza, segnando così un passo fondamentale verso l’affermazione del valore universale della dignità dell’uomo e dei suoi diritti, in un orizzonte di rispetto e di giustizia per ogni persona e popolo,” affermava Benedetto XVI lo scorso Aprile a Castel Gandolfo dopo il Regina Coeli.

A quanto pare, però, i primi a macchiarsi dell’onta del razzismo sono proprio i Cattolici di una comunità del Messico. A darne notizia è Dinorath Mota Lopez, corrispondente del El Universal.

I fatti si sono svolti nel comune di Huejutla, dove molti membri della comunità Cattolica “Los Parajes” hanno scatenato una rivolta contro sei famiglie indigene di professione evangelica.

Il motivo del conflitto è il diniego da parte degli indigeni a convertirsi al Cattolicesimo, firmando un documento con il quale ufficialmente rinunciato al loro credo.

Gli abitanti del luogo, per molti mesi hanno esacerbato la convivenza tra le due confessioni con insulti e molestie verso le famiglie evangeliche, finché la disputa non è degenerata in una vera e propria caccia alle streghe, a cui hanno preso parte circa 100 contadini che hanno fatto irruzione nelle case degli evangelici.

Dopo un incontro nella piazza principale, nel quale i Cattolici volevano costringere le famiglie non allineate a firmare un documento di rinuncia alla loro fede, ed il rifiuto della parte avversa alla conversione forzata, i fanatici di Los Parajes” hanno pestato ed insultato le 30 persone di credo evangelico, tra le quali alcuni bambini, che sono state costrette all’esilio.

Racconta María Cristina Hernández che un gruppo di persone, capeggiate dal delegato Enedina Luna e il commissario Gaudencio Hernandez, hanno fatto irruzione nelle loro case e al rifiuto di conformarsi alle disposizioni sono state aggredite.

Dopo l’espulsione, i tre ingressi della comunità sono stati chiusi e posti sotto sorveglianza armata di machete e bastoni.

L’agente del Pubblico Ministero, Alejandro Barrios, ha annunciato l’apertura di quattro indagini preliminari per furto, danni alla proprietà e lesioni, ma sono stati vani i suoi tentativi di entrare nella comunità per investigare.

Gli evangelici, infatti, non solo sono stati costretti a lasciare la comunità, ma anche minacciati di essere privati delle loro proprietà, quali case, terreni e animali.

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