Medjugorje, Tomislav Vlasic ridotto allo stato laicale

Tomislav Vlasic

Tomislav Vlasic

AGGIORNAMENTO 11/09/2009: INCHIESTA ESCLUSIVA: «Nessuno dei veggenti di Medjugorje si è mai arricchito grazie alle apparizioni.» Ecco le prove del contrario.

Si apprende dal blog di Marco Corvaglia che l’ex Francescano Tomislav Vlasic è stato ridotto allo stato laicale, di seguito la trascrizione del provvedimento firmato dal Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, padre José Rodriguez Carballo.

“ORDO FRATRUM MINORUM MINISTER GENERALIS

Prot. N. 098714

Ai Ministri Provinciali di Bosnia-Erzegovina, Croazia e Italia.
Loro sedi

Carissimo Fratello Ministro,
il Santo Padre, accogliendo la richiesta di fr. Tomislav VLASIC, OFM, membro della minoritica Provincia di S. Bernardino da Siena (L’Aquila), responsabile di condotte lesive della comunione ecclesiale sia in ambito dottrinale che disciplinare ed incorso nella censura dell’interdetto, gli ha concesso la grazia della riduzione allo stato laicale (amissio status clericalis) e la dimissione dall’Ordine.

Inoltre, il Santo Padre ha concesso all’oratore, motu proprio, la remissione della censura incorsa, nonché la grazia della dispensa dai voti religiosi e da tutti gli oneri connessi con la sacra ordinazione, incluso il celibato.

Come salutare precetto penale – sotto pena di scomunica da dichiararsi dalla S. Sede, ed in caso di necessità anche senza previa ammonizione canonica – al Sig. Tomislav Vlasic vengono imposti i precetti sotto elencati:

a) Interdizione assoluta di esercitare qualsiasi forma di apostolato (per es. promozione del culto pubblico o privato, insegnamento della dottrina cristiana, direzione spirituale, partecipazione ad associazioni di fedeli, ecc.), nonché di acquistare ed amministrare beni destinati ad opere pie;
b) Divieto assoluto di rilasciare dichiarazioni in materia religiosa, specialmente riguardo ai “fenomeni di Medjugorje”
e) Proibizione assoluta di abitare nelle case dell’Ordine dei Frati Minori.

Circa l’esecuzione delle gravi disposizioni prese dalla S. Sede nei confronti del Sig. Tomislav Vlasic, la stessa Sede Apostolica chiama direttamente in causa i Superiori dell’Ordine.

Pertanto, mi rivolgo a te, perché vigili, ed avverta opportunamente i Guardiani e i responsabili delle case filiali, sul pieno rispetto, da parte di Tomislav Vlasic, delle disposizioni pontificie che lo riguardano, in modo particolare di quella relativa alla proibizione di abitare nelle case comunque appartenenti all’Ordine dei Frati Minori, sotto pena di rimozione dall’ ufficio.

Confidando nella tua piena comprensione e pronta collaborazione, ti saluto fraternamente.
Roma, 10 marzo 2009

il documento originale

il documento originale

Fr. José Rodriguez Carballo, Ofm
Ministro Generale”
Fonte: Blog di Marco Corvaglia

1 commento

  1. La bufala della Madonna di Medjugorie è smentita solo dal fatto che nelle sue ‘rivelazioni’ non è minimo cenno all’imminente crollo del Comunismo. Eppure quella Madonna era di casa in un paese comunista. I più, cristiani o no, avevano avvertito più l’odore di bottega che di santità. Il Vaticano dapprima stette zitto, poi si mostrò benevolo, quindi prudente incoraggiando comunque i creduloni a credere e a pagare, infine, a chiusura di cassa, ha dato una pugnalata alla schiena del frate promotore della bufala che ‘manipolava le coscienze’ e ‘compiva anche azioni contrra sexum’.
    Sta di fatto che il cristianesimo vaticano continua a rinnovarsi restando sempre quello che è: idem et alius. Avevano demonizzato i ‘Iudaei Deicidae’ e poi li hanno scagionati, avevano terrorizzato i fedeli con il Fuoco Eterno e ora non ne parlano più, avevano condannato la Democrazia e poi l’hanno assimilata, avevano approvato il Fascismo e il Nazismo e poi li hanno scaricati, avevano condannato il Comunismo ( mi fu negata l’Eucaristia per aver seguito su “l’Unità’ lo scandalo democristiano Montesi) e poi col Papa ‘Buono’ l’hanno depenalizzato. Hanno invertito l’Altare, istituito la Messa in volgare (addirittura in dialetto: “Creo tel Creador ch’ à crià todis lis robis che si viodin e che no si viodin”, ma che bèl el Dio furlàn, osti Madòna!), gettate via le tonache per le braghe e via cambiando tutto, salvo l’assiduo bussare a danari.
    San Paolo che invitava il seguace di Cristo alla coerenza e alla chiarezza (“Dite Sì-Sì, dite No-No”) si meraviglierà che i residui preti, di condotta poco esemplare, non siano ancora spariti del tutto.
    La Chiesa Mater et Magistra non ha più nulla da insegnare ai suoi figli e ha tutto da imparare, a partire dal precetto laico: “La miglior furberia è quella di non fare i furbi’ Silio Valenti de Wiederschaun.


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