Il ruggito della Lega: «se Vaticano insiste rivedere Patti Lateranensi»

«I confini e le sfere di ingerenza reciproca fra Stato e Chiesa sono precisi. Ed e’ anche vero che la Chiesa rappresenta uno dei cosiddetti “poteri forti”.

Tuttavia se i rapporti fra lo Stato e la Chiesa andranno avanti lungo questa deriva, ossia le gerarchie ecclesistiche proseguiranno in questa politica marcatamente interventista nei confronti delle decisioni e degli orientamenti della politica e delle istituzioni al di la’ di ogni ragionevole confine di neutralita’ delle rispettive sfere di intervento, bisognera’ inserire nell’agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti Lateranensi. Non ci pare il caso».
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Aosta, il Papa scivola in bagno e si rompe un polso

Benedetto XVI

Benedetto XVI

Il Papa si è rotto il polso destro nel corso delle sue vacanze, appena iniziate, in Val d’Aosta, scivolando nel bagno del suo chalet a Les Combes (1300 metri di quota). Così il Pontefice stamattina si è recato al pronto soccorso del nosocomio di Aosta per sottoporsi a degli accertamenti.

Benedetto XVI è sceso dall’auto accompagnato dal suo segretario particolare, ed è entrato camminando nella struttura ospedaliera.

Solo dopo essere andato in ospedale per farsi controllare la distorsione, il Pontefice ha saputo di avere un polso fratturato, un incidente non grave, ma – di norma – particolarmente fastidioso con un recupero piuttosto lento nel tempo.

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Benedetto XVI: polemiche in Polonia per lodi a vescovo che abusò seminaristi

Juliusz Paetz

Juliusz Paetz

ROMA – ”Alla guida del tuo gregge, hai dato testimonianza della fede nella resurrezione di Cristo che scaccia ogni paura”. Lo scrive papa Ratzinger in un telegramma per il 50.esimo anniversario dell’ordinazione a prete di mons. Juliusz Paetz, ex-arcivescovo di Poznan costretto a dimettersi nel 2002 da papa Giovanni Paolo II dopo una serie di denunce da parte di seminaristi che erano stati molestati sessualmente dal prelato.

Il messaggio di auguri del pontefice, che loda mons. Paetz per il suo ”fruttuoso servizio” e ”salvifico lavoro per il bene della Chiesa”, ha suscitato molte polemiche in Polonia.

Il quotidiano Gazeta Wyborcza ha parlato del ”disgusto di molte persone” per il telegramma mentre per Polska e’ ”sorprendente” che papa Ratzinger professi ”grande rispetto” per Paetz alla luce delle sue ”dure prese di posizione nei confronti del clero che viola il celibato”.

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Papa criticato per mancate scuse per Olocausto. Passato nazista: Padre Lombardi ritratta e nega tutto

Ratzinger in tenuta Nazista

Ratzinger in tenuta Nazista

Gerusalemme – All’indomani della visita di papa Benedetto XVI al memoriale dell’Olocausto Yad Vashem, la reazione israeliana, sintetizzata dalla stampa nazionale, e’ di profonda “delusione” per quella che viene definita una “occasione mancata”. Il discorso del pontefice, che ha “volato alto” affrontando il significato universale della Shoah, e’ stato unanimemente giudicato “tiepido” dai principali commentatori e politici del Paese per l’assenza di un chiaro mea culpa per il ruolo storicamente avuto dalla Chiesa Cattolica Romana nel fomentare l’antisemitismo.

“I sopravvissuti arrabbiati per il discorso ‘tiepido’ di Benedetto”, titola Haaretz, quotidiano liberal e di sinistra, mentre i piu’ popolari Maariv e Yediot Ahronoth parlano rispettivamente di “Discorso deludente” e della “Occasione perduta del pontefice”. Paradossalmente, il titolo piu’ benevolo nei confronti di Ratzinger e’ quello del Jerusalem Post, quotidiano anglofono dell’establishment israeliano, che scrive: “Il papa non arriva a chiedere scusa per l’Olocausto nel discorso allo Yad Vashem”.

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La fantastoria di Benedetto XVI: “la resurrezione è un fatto storico”

Resurrezione

Resurrezione

“È fondamentale per la nostra fede e per la nostra testimonianza cristiana proclamare la risurrezione di Gesù di Nazaret come evento reale, storico, attestato da molti e autorevoli testimoni”, con queste parole Benedetto XVI proclama, durante l’udienza generale, la resurrezione di Gesù come verità storica .

Non è dato sapere, però, quali siano, secondo lui, questi “molti e autorevoli testimoni”: non un nome, non una citazione, nulla.

Continuando a leggere la trascrizione della catechesi di Benedetto XVI si riesce ad intuire a chi si riferisce: “anche in questi nostri tempi, non manca chi cerca di negarne la storicità riducendo il racconto evangelico a un mito, ad una “visione” degli Apostoli, riprendendo e presentando vecchie e già consumate teorie come nuove e scientifiche”.

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Benedetto XVI: “no alla contraccezione”

Benedetto XVI

Benedetto XVI

Il Papa dice no alla contraccezione. In un messaggio inviato ad un congresso in corso a Roma sui 40 anni dell’Humanae Vitae (l’enciclica con cui Paolo VI proibì la pillola), Benedetto XVI si è scagliato contro i metodi contraccettivi.

“La possibilità di procreare una nuova vita umana è inclusa nell’integrale donazione dei coniugi -ha spiegato Ratzinger – Se,infatti ogni forma d’amore tende a diffondere la pienezza di cui vive, l’amore coniugale ha un modo proprio di comunicarsi: generare dei figli….Escludere questa dimensione comunicativa mediante un’azione che miri ad impedire la procreazione significa negare la verità intima dell’amore sponsale, con cui si comunica il dono divino”.

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Vilipendio al Papa, no all’ inchiesta Alfano chiude il caso Guzzanti

Un diavolone gay

Un "diavolone gay"

ROMA: Il luogo scelto per l’ annuncio non è casuale: l’ Università Cattolica di Milano. Angelino Alfano depone le armi e non autorizzerà i pm a procedere nei confronti di Sabina Guzzanti per l’ ipotesi di vilipendio del Papa al “No Cav Day” di piazza Navona.

Per quella satira su Ratzinger («andrà all’ inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi») la Guzzanti era stata messa sotto inchiesta dal procuratore di Roma Giovanni Ferrara e dal sostituto Angelantonio Racanelli e tuttavia, nonostante il parere favorevole dei tecnici di via Arenula, il Guardasigilli ha imposto il suo stop. «Ho deciso di non concedere l’ autorizzazione – ha spiegato Alfano – ben conoscendo lo spessore e la capacità di perdono del Papa che prevalgono sulle offese stesse».

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