Caso Claps: sacerdoti e vescovo sapevano da mesi del cadavere ma hanno taciuto

monsignor Agostino Superbo

monsignor Agostino Superbo

POTENZA – Nuova svolta nell’indagine relativa al delitto di Elisa Claps, la studentessa scomparsa a Potenza il 12 settembre del 1993 e rinvenuta morta nella chiesa della Santissima Trinità.

Sebbene in via ufficiale il ritrovamento risalga a due settimane fa, gli inquirenti hanno accertato che i sacerdoti don Ambroise Apakta e Don Vagno, rispettivamente parroco e viceparroco della chiesa, fossero a conoscenza della presenza del cadavere da mesi.

A trovare il corpo sarebbero state due addette alle pulizie – Annalisa Lo Vito e  Margherita Santarsiero, sua madre – che informarono i sacerdoti della Chiesa. Ma la cosa venne taciuta.

 Sui motivi del silenzio sta indagando la procura generale di Salerno, dove l’inchiesta è stata avocata per consentire il compimento di nuovi atti.

Annalisa Lo Vito oggi ha smentito la ricostruzione dei sacerdoti: “Il viceparroco della Santissima Trinità, don Vagno ha mentito. Né io né mia madre abbiamo mai trovato quel cadavere e l’abbiamo detto ai magistrati di Salerno. Il sacerdote ha detto agli investigatori che il cadavere di Elisa Claps è stato trovato a gennaio e che quella scoperta l’avremmo fatta mia madre ed io. Su questo siamo state interrogate per ore sabato dai magistrati di Salerno: a loro abbiamo detto di non aver mai ritrovato il cadavere di Elisa Claps. Siamo salite su quel terrazzo per la prima volta il 10 marzo”.

Appena sette giorni prima del ritrovamento del cadavere.

Con il questore ha avuto un lungo colloquio anche il vescovo metropolita di Potenza, monsignor Agostino Superbo che avrebbe dato conferme importanti sulla tempistica della vicenda.

Nel frattempo il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha parlato di “imminenti novità” sul caso Claps: “Credo che avremo prossimamente delle novità, un’indagine così complessa merita rispetto e silenzio sulle dinamiche di ciò che è accaduto e di ciò che avverrà. C’è una procura che sta ricostruendo i fatti e credo presto avremo novità che possano rispondere a tante domande”.

6 commenti

  1. ma come? E vi sorprendete? Ma dai, che tutti noi, in fondo, vorremmo un cadavere in soffitta. Fa trendy. Adesso stiamo a vedere come finisce. Non per altro, ma vorrei tanto sapere cosa passa per la testa a quei due che dovrebbero essere preti. Vi pare normale? A me non tanto.
    cordiali saluti

  2. nessuno si comporterebbe in quel modo quindi per me i sacerdoti non sapevano niente.
    certe persone non hanno un credo pero credono a tutto quello che puo essere una notizia avvilente per la società non capisco cosa frulla nella loro testa.

  3. A me, per puro buon senso, pare poco probabile che, avendo una soffitta, almeno una volta ogni sei mesi qualcuno nn ci metta un occhio dentro. E se la soffitta appartiene ad uno stabile ecclesiastico non vedo perché gli ecclesiastici che lo abitino non ci abbiano fatto un salto, almeno ogni tanto.

    In quest’ italia dei ragionamenti così semplici sono ghiacciati in quelle menti – e sono ancora troppe – che pensano che un uomo, per il semplice fatto di essere prete, debba necessariamene essere il migliore di tutti… Svegliatevi ragazzi, il tempo delle favole di solito finisce con l’adolescenza!

    • che ci faceva un letto in soffitta? nessuno si è posto questa domanda?

  4. Perfino i selvaggi sanno come compertarsi quando vedono che c’è un morto e lo seppelliscono
    pensare che i sacerdoti siano arrivati al punto di sapere e non fare niente non può essere vero
    .I fedeli appunto conoscono bene i loro sacerdoti penso che non siano così sprovveduti da non sapere chi sono i loro sacerdoti
    .Solo che adesso fa moda prendersela sempre con i poveri preti che diventano poveri cristi.

  5. E’ chiara un’opera di occultamento. Per difendere il buon nuome di una istituzione ” Chiesa Cattolica” che in questi tempi è completamente fuori strada dalle regole evangeliche. Viene da pensare : Ma da che pulpito sono venute tante prediche!
    che schifo.


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