Cossiga, «revisionare il concordato»

Francesco Cossiga

Francesco Cossiga

Botta e risposta a distanza tra il cardinale Bagnasco e l’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga.

Al centro della polemica la possibilità, (assai ben vista) dal senatore a vita, di aprire un dibattito per aprire la strada al ritocco del Concordato.

Un tema decisamente tabù in casa cattolica anche se, ciclicamente, viene tirato fuori da vari settori della politica.

Il motivo che ha indotto Cossiga a spezzare una lancia a favore della revisione concordataria va ricercato in uno degli ultimi interventi di monsignor Crociata, segretario della Cei, «piene di critiche e insulti» nei confronti del presidente del Consiglio Berlusconi.

Parole che «avrebbero sicuramente portato – spiega Cossiga – all’arresto da parte della Police National il suo omologo francese se solo egli si fosse comportato nei confronti del presidente Sarkozy come lui si è comportato nei confronti del dottor Berlusconi».

A proposito del Concordato, il senatore a vita in una lettera aperta diretta al cardinale Bagnasco, spiega che i vertici ecclesiastici dovrebbero porsi dei limiti; «limiti che monsignor Crociata ha disatteso, e proprio per questo, secondo l’ex presidente, forse sarebbe il «caso di rivedere gli accordi pattizi».

Il presidente della Cei, indirettamente, ha reso pan per focaccia al senatore a vita. Lo ha fatto ieri, in un passo della relazione letta in apertura del Consiglio Permanente della Cei e, successivamente, in una intervista a Famiglia Cristiana.

Mettere in discussione il Concordato? «Una questione ciclica sulla quale si riversano riserve e velleitarismo, devo anche dire da settori insospettabili dell’opinione pubblica». Si dice «non preoccupato» anche perché sono trascorsi 25 anni dalla revisione «e mi pare che sia confermata l’importanza e l’attualità di quello che è, in pratica, un grande accordo di libertà che accomuna lo Stato e la Chiesa non solo nella reciproca autonomia, ma anche nell’impegno che insieme Stato e Chiesa condividono per promuovere il bene del Paese».

Fonte: Il Gazzettino

1 commento

  1. La revisione degli accordi pattizi è auspicabile. Spiace che nessuno abbia colto. Che Bagnasco si permetta di definire “reciproca autonomia” quella che in realtà è pura e semplice “immunità” è fatto grave. A questo punto, proprio per quella reciproca autonomia, il papa (capo della psico-setta denominata chiesa cattolica romana) farebbe bene ad impicciarsi dei propri affari e a tenere a freno i propri scagnozzi. I quali, invece, si sentono in diritto di sparare non richiesti giudizi (quando non veri e propri ordini) sulle decisioni dello Stato Italiano. Ah! Dimenticavo, giusto! Sono proprio affari del papa i 9 (stimati) miliardi di euro all’anno che gli italiani pagano per tenersi quel cancro che si chiama vaticano. Affari d’oro. Revisione del concordato? NO! Sua totale abolizione. Poi vediamo.


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