Santo Porno, Chiesa Cattolica americana investe nel business dell’intrattenimento per adulti

E’ ancora una volta la BBC a rivelare, nel documentario Hardcore Profits, l’ennesima controversa vicenda legata al mondo Cattolico. A renderla nota, è l’intervista con Thomas Strobhar, attivista Cattolico conservatore, nella quale ha messo in discussione le politiche di investimento di uno dei più potenti organismi finanziari della Chiesa Cattolica.

Si dimostra particolarmente preoccupato per la politica di investimento della Christian Brothers Investment Services, «uno dei maggiori investitori del mondo di  denaro Cattolico istituzionale.»

E rivela che «la compagnia investe miliardi di dollari per conto di oltre 1000 Diocesi Cattoliche, istituti religiosi, scuole e organizzazioni di assistenza sanitaria.»

A seguito del cambiamento nelle linee guida della politica etica del 2003 voluta dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, la Christian Brothers Investment Services (CBIS) investe attualmente 10 milioni di dollari in aziende che traggono grossi profitti dalla pornografia commerciale.

Le linee guida dei Vescovi permettono tali investimenti perché le nuove regole consentono alla Chiesa di fare affari con un’azienda a patto che gli introiti derivanti dalla pornografia di quest’ultima non rappresentino “una significante porzione dei guadagni.”

La CBIS intepreta questa linea guida, nelle sue politiche, in questo modo: “CBIS esclude dagli investimenti quelle aziende la cui linea primaria di affari sia costitita da prodotti o servizi mirati esclusivamente ad indurre eccitazione sessuale o interessi pruriginosi per il sesso (inclusi film, intrattenimento, pubblicazioni, software, telefonia e servizi su internet a sfondo sessuale).”

Questa interpetazione permette a una delle maggiori organizzazioni Cattoliche del mondo per gli investimenti, di impiegare denaro in compagnie che guadagnano centinaia di milioni di dollari dalla pornografia.

Più dura invece la politica che riguarda aziende coinvolte nel controllo delle nascite: «CBIS esclude dagli investimenti quelle aziende i cui prodotti violano gli insegnamenti della Chiesa Cattolica sull’etica della vita, tra i quali contraccettivi, ricerca sulle cellule staminali e prodotti o servizi relativi all’aborto.»

Un portavoce della CBIS ha detto durante il programma “Hardcore Profits” della BBC  che il loro scopo è influenzare la morale delle compagnie in cui investono. Ha inoltre affermato che la loro politica è una risposta di buonsenso al mondo in cui viviamo: ogni Cattolico che crede sia giusto allontanarsi completamente da ogni azienda che guadagna dalla pornografia, dovrebbe disdire l’abbonamento a internet, evitare la maggior parte degli hotel del mondo e smettere di guardare la televisione.

4 commenti

  1. ma noooo che non avete capito nulla. Oh santi numi! Debbo spiegare tutto io? Eh va bene, per questa volta, passi. Allora, la chiesa non c’entra nulla. Sono solo alcuni vescovi che, loro sponte, hanno deciso di investire qualche soldino nella produzione di video didattici e di percorsi sensoriali per la rieducazione di soggetti diversamente abili. Cosa sono 10 milioni di dollari? Spiccioli, appunto. Ah quanto è santa la chiesa! oh quanto è bello il papa. E, oh oh, quanto siamo perfetti, umili, informati, saggi, avveduti e prudenti noi cattolici che difendiamo l’indifendibile attraverso l’insostenibile. Bah, mistero della fede.

  2. Secondo me la scelta della chiesa cattolica americana è dettata da principi di praticità e buon senso. Non si può demonizzare la pornografia additandola come la causa di tutti i mali. L’industra del porno è moralmente disdicevole ma non contrasta apertamente con la dottrina sociale della Chiesa e soprattutto non è offensiva per la figura/persona/immagine del papa

    • La Chiesa protestante è oramai partita per la tangente ed è ispirata da satana, ne è la prova questo articolo che dimostra come i principi fondamentali di una fede possono essere cambiati nel nome del denaro, che ricordo è lo sterco del diavolo.


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