Allarme influenza A dopo San Gennaro non si bacia San Matteo

Duomo di Salerno

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Si ferma l’allarme ricoveri a Napoli, parte invece in quarta il lavoro dell’unità di crisi della Regione Campania contro la pandemia. Su tutti i fronti, a cominciare dalle scuole e dalla pediatria.

Intanto i riflettori restano puntati sul “caso” bacio proibito, a dieci giorni dalla festa di San Gennaro, il divieto di posare le labbra sull’ampolla del patrono e l’ufficialità della decisione che dipende dal cardinale Crescenzio Sepe.

Arriverà nei prossimi giorni, sarà quasi certamente una scelta impopolare (ma necessaria) per i fedeli che da sempre baciano la teca. Unico precedente, il divieto durante l’epidemia di colera del 1973.

Nelle ore dell´emergenza e delle riunioni dell´Unità di crisi il bacio proibito (per evitare casi di contagio) si estende dalla teca di San Gennaro alla reliquia di San Matteo a Salerno. L’Asl fa sapere che i fedeli potranno toccare la reliquia soltanto con la mano. Si tratta di una misura di prevenzione, “pur non sussistendo, allo stato, sottolinea l’Asl, allarmismi da riferire al contagio dell’influenza A”.

La decisione è stata presa al termine di un incontro tra l’Asl Salerno, rappresentata dal direttore del dipartimento di Prevenzione, Domenico Della Porta, e le autorità ecclesiastiche.

Fonti: La Repubblica, Voci dal Cilento

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