Piacenza, ricattavano prete 70enne immortalato in orge con minore: tre condanne a quattro anni

Sono stati condannati a quattro anni di reclusione dal Tribunale di Piacenza, al termine del rito abbreviato, i tre romeni accusati di estorsione nei confronti di un sacerdote piacentino, sottoposto a ricatto dagli stranieri che lo avevano immortalato mentre aveva rapporti sessuali con un minore.

Le foto compromettenti erano state al centro dell’estorsione. Un quarto romeno aveva patteggiato la pena nell’aprile scorso: 2 anni con la condizionale.

Il prete piacentino è imputato presso il Tribubale dei Minori per prostituzione e verrà giudicato a parte.

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Como, fuga dal cristianesimo: solo il 18% va a messa

Como non funziona e sono gli stessi preti a dirlo. È l’iniziazione cristiana, cioè l’avviamento alla vita cristiana: dopo la cresima, a 14 anni, ragazzi e ragazze si diradano e, nel migliore dei casi, la frequenza alla parrocchia, la presenza nella comunità è ridotta a poche unità.

Dai 30 ai 40 anni, «non si vede nessuno», neppure alle celebrazioni delle grandi feste e, in genere, la partecipazione alla messa sull’intera popolazione è del 20%. In alcuni casi, scende al 18%; in altri sale al 25% e forse l’analisi più rapida e più incisiva è quella di un nonno: «Per i miei nipoti più o meno ventenni, la religione è qualcosa in cui ogni tanto incappano su internet, a caso». Ovvero, è niente.

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Insulti a Beppino Englaro: trenta indagati

Beppino Englaro

Beppino Englaro

A sette mesi dalla fine di Eluana Englaro, la giovane lasciata morire dopo avere trascorso diciassette anni in stato vegetativo, la magistratura parte all’attacco di chi, nel vasto mondo di Internet, indicò nel padre e nei medici della ragazza i responsabili di quella tragica conclusione.

Un procedimento per diffamazione aggravata è scattato a carico di decine di blog e di siti web che – nella furibonda polemica che accompagnò gli ultimi giorni di Eluana – avrebbero travalicato il limite del diritto di critica, sconfinando nell’insulto contro Beppino Englaro, padre della ragazza, e il medico Amato Da Monte, etichettati più volte come «assassini» di Eluana.

L’indagine è condotta dal pm Paolo Del Grosso, della Procura di Lecco: è la città dove vive Beppino Englaro e dove nella primavera scorsa l’uomo ha depositato una denuncia in cui raccoglieva le pagine web dove più aspro era stato l’attacco nei suoi confronti.

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