Un prete denuncia: dalla regione Calabria 40 milioni alle parrocchie, ma ticket sanitari per tutti

don Biagio Amato

don Biagio Amato

In Calabria si distribuiscono quasi 40 milioni di euro a parrocchie e associazioni cattoliche per interventi edilizi di varia natura, mentre il deficit sanitario regionale ammonta ad oltre due miliardi di euro tanto che, per tentare di risanarlo, sono stati riattivati i ticket a carico di tutti i cittadini, anche i più poveri, su ricette, medicine e ricoveri ospedalieri.

La denuncia è di un prete calabrese, don Biagio Amato, presidente della Fondazione Betania, nata nel 1944 per assistere le vittime di guerra, e oggi una delle principali organizzazioni non profit della Calabria che, anche in convenzione con il Servizio sanitario regionale, conta, nelle province di Catanzaro e di Vibo Valentia, 24 strutture assistenziali e riabilitative, sia diurne che residenziali, per disabili e anziani non autosufficienti.

“La Calabria deve rientrare da un debito di oltre due miliardi di euro nella sanità” creato negli anni da un sistema politico specializzato nei “giochi clientelari” e molto più attento agli interessi delle lobby che ai bisogni delle famiglie – spiega don Amato –, e la giunta regionale di centro-sinistra ha deciso di “far gravare sui cittadini” il buco, reintroducendo i ticket, peraltro “in un momento particolarmente critico della vita della maggior parte delle famiglie calabresi le quali non riescono a pagare i mutui, le bollette della luce, del gas, del telefono, dell’acqua, della spazzatura”.

Nello stesso tempo, dice don Amato, il Consiglio regionale “si assume la grave responsabilità sociale e politica di regalare al mondo cattolico calabrese 80 miliardi di vecchie lire per interventi edilizi vari, con la giustificazione che sono interventi ad alto valore sociale”, con il tacito consenso – divenuto “silenzio assordante” – dei beneficiari di tali risorse. “La signora Natuzza Evolo (mistica 85enne che da oltre cinquanta anni, oltre alle stigmate, asserisce di comunicare con la Madonna e direttamente con Dio tramite il suo angelo custode, ndr) è una persona di una umanità profonda e di una testimonianza di umiltà e verità davvero eccezionale”, dice don Amato. “Qualcuno l’ha avvertita che, mentre quelle famiglie che vanno a trovarla per ricevere conforto anche per i gravi problemi economici che stanno attraversando, oggi sono gravate da balzelli regionali per sanare debiti ingenti creati dalla politica e che la stessa politica oggi sta regalando a lei e alle sue opere ulteriori 12 miliardi di vecchie lire sottraendoli certamente alle famiglie povere? Qualcuno ha detto a fratel Cosimo (Cosimo Fragomeni, mistico e guaritore, che dal 1968 e per circa dieci anni dice di avere avuto periodiche apparizioni della Madonna, ndr) che anche a lui la politica sta regalando ulteriori 5 miliardi di vecchie lire tolte dalle tasche dei fedeli che a migliaia pregano con lui per avere un conforto alle loro miserie anche materiali? E così altri parroci ed altri vescovi, sono a conoscenza che mentre i propri fedeli gemono sotto il peso della povertà, aggravata dal fatto che debbono pagare ancora di più per i servizi alla salute, il Consiglio regionale sta regalando loro decine di miliardi di vecchie lire?”.

Nel collegato alla legge finanziaria regionale del 2009 è prevista una spesa complessiva di 37 milioni di euro alla voce “interventi in materia di attrattiva sociale e religiosa” per “migliorarne e adeguarne dal punto di vista infrastrutturale la ricettività e la fruibilità”. Il maggiore beneficiario è la “Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Natuzza Evolo, a Paravati (Vv), che riceve 6 milioni di euro (e che svolge anche qualche attività socio-assistenziale per gli anziani e i malati); alla “Fondazione Madonna dello Scoglio” di fratel Cosimo, a Placanica (Rc), vanno 2 milioni e 500mila; 3 milioni e 700mila sono invece per il Santuario di San Francesco di Paola.

E poi, tolto qualche finanziamento per opere sociali, molte delle quali gestite da associazioni religiose – come il Centro di riabilitazione polivalente Papa Giovanni di Reggio Calabria a cui vanno 2 milioni e 600mila euro oppure la chiesa di San Nicola a Piscopio (Vv) che riceve 1 milione per la realizzazione di un centro di aggregazione sociale –, lo sterminato elenco dei beneficiari comprende santuari (fra cui 700mila euro per quello della Madonna di Polsi, notoriamente luogo di riunioni e di devozioni di esponenti della ‘ndrangheta, v. Adista nn. 82 e 83/07; 29/08), parrocchie, fondazioni e associazioni cattoliche e il seminario vescovile di San Marco Argentano (Cs) che riceve 1 milione 100mila euro.

Tutti “regali” – dice ancora don Amato – per parrocchie, strutture ed enti religiosi che “dovrebbero vivere con le liberalità della gente e non con i sussidi dello Stato”. “Come è lontano il tempo in cui Francesco di Paola ha preso in mano una delle monete regalategli dal re e, spezzandola, l’ha vista grondare sangue”, conclude don Amato. “Era il sangue dei suoi fratelli calabresi oppressi e, perciò, poveri. E ha rifiutato quei soldi.

Cara Natuzza, caro fratel Cosimo, cari confratelli sacerdoti e vescovi, quanto sarebbe bello e doveroso che anche voi ripeteste il gesto di Francesco. Anche se voi stessi direttamente o tramite amici degli amici avete presentato richiesta per ottenere questi soldi. Oggi il contesto esistenziale dei nostri fratelli calabresi è molto peggiorato. A tutti noi la scelta evangelica della moltiplicazione dei pani e dei pesci non attingendo alle riserve finanziarie della regione (peraltro quasi inesistenti, salvo i soldi da regalare a voi) bensì, come dice il Vangelo, mettendo insieme le nostre povertà. È sulle nostre povertà che diventa grande e feconda la nostra carità”.

Fonte: Adista

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