Botta e risposta tra Avvenire e il Giornale: Boffo scrive che «il documento è una sòla,» la redazione di Feltri lo pubblica

Vittorio Feltri

Mattinata intensa nelle redazioni delle due testate giornalistiche in “guerra” da quando è stata resa pubblica la condanna di Dino Boffo per molestie. Questa volta all’attacco parte il direttore di Avvenire, con un articolo velenoso in cui viene attaccata l’autenticità e l’esistenza dei documenti giudiziari in possesso al quotidiano di Feltri.

A dargli man forte, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni che in una telefonata – oltre a manifestare «la sua solidarietà e il senso di schifo che gli nasceva dalle cose lette» – assicurava Boffo «di aver ordinato un’immediata verifica nell’apparato di pubblica sicurezza che da lui dipende, e che nulla, assolutamente nulla di nulla era emerso,» in merito all’affermazione del Giornale, secondo il quale «sarebbe stato da tempo “già attenzionato dalla polizia per le sue frequentazioni”».

La polizia, insomma, non scheda gli omosessuali.

Forte delle rassicurazioni di Maroni, Dino Boffo ha definito «un’emerita patacca», «vera “sòla”» l’informativa in possesso al Giornale. «È sorprendente che proprio il Mourinho dei direttori, il più mediatico dei mediatici, il più elegantone degli eleganti, il principe dei furboni, non si sia peritato di sottoporre previamente a qualche conoscitore di cose giuridico-giudiziarie quel cosiddetto documento – e se si trattasse di una banale lettera anonima, degna di ritornare tra quella spazzatura da cui proviene? – per smascherarne eventuali aporie, incongruenze, o addirittura strafalcioni,» scrive Boffo.

Come già anticipato ieri da Mario Adinolfi, la polizia non stava controllando il direttore di Avvenire in quanto omosessuale, ma perché frequentatore «dei luoghi della prostituzione maschile milanese».

La risposta del Giornale non si è fatta attendere. «Il direttore dell’Avvenire è stato condannato con una sentenza, passata in giudicato, per molestie a un signora regolarmente sposata a un uomo, con cui questo direttore aveva probabilmente una relazione,» scrive la redazione di Feltri.

«Se si ammette che questo direttore non ha titolo per fare tali prediche, le critiche che egli fa non sono dotate di alcun valore.»

Nello stesso frangente, viene reso pubblico il «fantomatico atto giudiziario» accompagnato da un articolo in cui vengono riprese sarcasticamente le affermazioni di Boffo con le quali “sbeffeggiava” l’autenticità del documento e la serietà di Feltri.

«Quello citato dal Giornale, insomma, non era, afferma Boffo, un “fantomatico atto giudiziario ma una vera sola”, che si potrebbe “spulciare riga per riga” per controbattere “e far emergere di quel testo anzitutto l’implausibilità tecnica, poi magari sostanziale. Lo faremo, se necessario”.»

Si attende ora la risposta del direttore di Avvenire, che aveva già annunciato querela contro il quotidiano di Feltri.

«Da parte mia ti prometto che quanto di fondamentale non farà spontaneamente capolino davanti all’opinione pubblica, emergerà civilmente e pacatamente in un tribunale della Repubblica, cui i miei avvocati già lunedì si presenteranno per la querela.»

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2 commenti

  1. L’articolo era già comparso ad aprile sul Giornale.
    Risulta che boffo abbia pagato 500 euro circa per non farsi 6 mesi di galera.

  2. vorrei solo far notare come, ancora una volta, esempio ennesimo, la nostra cara SANTA eh chiesa o comunque i vescovi che stavano attorno a questo boffo, molestatore sessuale, siano stati complici dei delinquenti( perchè la maggior parte di loro sono sporchi delinquenti essi stessi chiaro)- come convivano e proteggano a spada tratta questa gentaglia che dovrebbe passare la propria vita in galera invece di rovinare quella altrui,-come abbiamo nascosto tutto, abbiamo fatto di tutto affinchè non uscisse nulla sul vero boffo,su cio che ha fatto: tutto in nome della verità, si permettono di dire!!!!!
    è gia riprovevole il fatto in sè, ma fatto proprio da loro, che si dichiarano(da soli) i ministri di dio, i buoni e giusti, i santi di questo cavolo che perseguono la VERITA e la giustizia,- è ancora piu squallido ed inqualificabile!
    sanno solo lavarsi la bocca di dio,amore,verità: verità!assurdo!
    cavolo lo hanno coperto,protetto, difeso vi rendete conto?come fate a riverire ancora gente come questa,a credere a gente come questa, ad avere stima per gente come questa che non sta dalla parte della donna violentata e che è stata segnata da una violenza indelebile, ma dalla parte di chi delinque e fa scempio della dignità umana???
    se “il Giornale” non avesse aperto questo scandalo, la cosa sarebbe rimasta celata a tutti noi: state sicuri che quei cari vescovi là, quei santarellini, non l’avrebbero mai,mai mai detto!
    che vergogna! la chiesa chissa ancora oggi di quanti scempi sarà connivente, quanti pedofili,depravati stupratori, truffatori sta coprendo in questo momento e nesuno lo sa!!!!! la chiesa accappa!accappa!
    il lezzo che emana però non puo nasconderlo.
    non riusciro mai ad abituarmi a questi esseri


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