[ESCLUSIVO] Le cronache di Vlasic: il direttore spirituale, la suora e la scomunica

Tomislav Vlasic

Tomislav Vlasic

AGGIORNAMENTO 11/09/2009: INCHIESTA ESCLUSIVA: «Nessuno dei veggenti di Medjugorje si è mai arricchito grazie alle apparizioni.» Ecco le prove del contrario.

Era pronta la scomunica di Benedetto XVI, per questo Tomislav Vlasic, direttore spirituale dei “veggenti” e della parrocchia di Medjugorje nel periodo di carcerazione di Padre Jozo Zovko, ha scelto la via delle dimissioni volontarie.

La Suora

Le controverse vicende legate all’ex francescano hanno inizio nel 1976, quando mise incinta una suora croata, Suor Rufina, al secolo Manda Kozul, che viveva a Zagabria in una comunità religiosa “mista” in cui all’epoca dimorava anche Vlasic.

Per evitare lo scandalo, la suora si trasferì in Germania verso la fine dello stesso anno, dove trovò rifugio come donna delle pulizie a casa di Herr Ott, un anziano Bavarese molto amico dei Francescani.

Ott trovò per caso la corrispondenza tra l’infelice Manda e Vlasic, nella quale il francescano la implorava più volte di non rivelare il suo nome.

L’abbandono

«Per ciò che concerne il padre del bambino,» scriveva Vlašic alla suora, «nessuno ti può obbligare a dire il suo nome. Penso sia meglio che tu dica di aver incontrato qualcuno di passaggio, che ti ha dato un nome falso e ha detto che voleva sposarti. in seguito è sparito e non ti ha più contattato e tu eri rimasta incinta.»

«Se lo dici anche ad una sola persona, anche se si trattasse di tua madre o tua sorella, l’hai già detto a tutto il mondo. E non ne ricevi nessun vantaggio, solo più problemi. Ma riceverai la benedizione di Dio se lo tieni per te, perché in questo modo salvi tante sorelle e fratelli ed il mondo in questi tempi spiacevoli. Sarai veramente come Maria, la quale accettò il suo particolare destino e andò con suo figlio ovunque dovette, assistita dalla Provvidenza, e il bambino, nonostante le sue croci, divenne il principio della gloria più grande,» scriveva preoccupato nei giorni in cui stava per nascere il bambino.

«Non è facile per me sopportare tutte queste cose. Mi stai dicendo di essere come Maria, ma devo comunque dirti che lei aveva Giuseppe al suo fianco in una terra a lei non conosciuta,» gli rispondeva lei, sconsolata ed evidentemente più realista di quanto lo fosse il frate che le offrì 300 dollari e un dizionario.

Il 25 Gennaio del 1977 nacque il figlio Toni.

L’arrivo a Medjugorje

Vlasic fa la sua prima comparsa alla Chiesa di San Giovanni, Medjugorje, il 29 Giugno del 1981, di rientro da una conferenza carismatica tenuta a Maggio a Roma, nella quale, scrive Padre René Laurentin nel 1984,  “era stato oggetto di due profezie.” La prima, riguarda una sua predicazione tra la folla, seduto su un sedile sotto il quale sgorgavano dei rivoli d’acqua. La seconda, glie la comunicò Padre Emiliano Tardiff, suo amico, «come una profezia proveniente da Dio: “Non avere paura, ti mando mia Madre”». Qualche giorno prima, il 24 Giugno, sarebbero iniziate le apparizioni.

Nel giro di poche settimane, favorito dall’arresto di Padre Jozo Zovko avvenuto il 17 Agosto del 1981 e del quale prese il posto il giorno stesso per ordine del provinciale francescano fra’ Jozo Pejic, Vlasic divenne una celebrità mondiale come direttore spirituale dei “veggenti” di Medjugorje.

Vlasic e i veggenti

Vlasic e i "veggenti"

L’inizio del declino

Nel Novembre 1984, evidentemente raggiunto il limite di sopportazione, Manda Kozul invia una lettera d’aiuto al Vescovo Zanic. Anche se l’aveva firmata solo con il proprio nome, l’anziano tedesco Ott, inviò tutta la corrispondenza intercorsa tra Vlasic e la suora all’allora Cardinale Ratzinger, che conosceva di persona,  il quale la inoltrò a sua volta al Vescovo Zanic.

Nello stesso anno, Tomislav Vlasic aveva inviato una lettera a Giovanni Paolo II definendosi “colui che, attraverso la Divina provvidenza, guida i veggenti di Medjugorje.” Convocato da Zanic il 12 dicembre 1985 per un confronto, Vlasic non negò mai la paternità  in presenza del provinciale francescano. Il prete si difese così: «La Vergine e la verità basteranno a difendermi.»

Il trasferimento in Italia

Rimosso dall’incarico ed assegnato alla vicina parrocchia di Vitina, il francescano mantenne i contatti con Medjugorje e i veggenti fino al 1987, anno in cui decise i trasferirsi in Italia, a Parma, per fondare una comunità religiosa mista – chiamata “Regina della pace, siamo completamente tuoi. Per Maria a Gesù” (“Kraljice Mira)” – insieme alla sua nuova compagna, la tedesca Agnes Heupel.

L’8 Marzo del 1987 veniva pubblicato sull’opuscolo “Una chiamata nell’anno mariano” un presunto messaggio che la “Gospa” avrebbe dato alla veggente Marija Pavlović dietro richiesta dell’ex francescano.

«Ho chiesto anche una conferma esterna. Fra le altre cose ho posto una domanda alla Madonna tramite Marija Pavlović. Marija ha portato la risposta della Madonna dell’8 marzo 1987: “Questo e un piano di Dio.”» [Una chiamata nell’anno mariano, p. 6]

La “veggente” al seguito

Nel Febbraio 1988 anche la “veggente” Marija Pavlović entrava nell’associazione di Vlasic. Di lì a poco, il 21 Aprile del 1988, venne pubblicata sullo stesso opuscolo la testimonianza della Pavlović nella quale ella sosteneva che la “Gospa” era contenta della nuova comunità fondata da Vlasic, senza smentire la veridicità della lettera aperta scritta l’anno prima dall’ex francescano.

«All’inizio di quest’anno mi sono ritirata nel silenzio con alcune persone di quel gruppo di preghiera. Un giorno, qualche tempo prima della partenza, prima dell’apparizione abbiamo pregato la Madonna di darci la luce per poter comprendere il programma che Lei aveva dato attraverso Agnes Heupel e Padre Tomislav Vlašić.
La Madonna è venuta, era contenta. Ha pregato su tutti noi e ha detto: “Cari figli, vi do un dono speciale, il dono della libertà, affinché possiate decidervi per Dio. Io benedico la libera decisione di ciascuno di voi”. Così mi fu chiaro che potevo decidermi per questa strada, dal momento che attendevo l’occasione per potermi ritirare in silenzio e preghiera.
Come vedete, la Madonna ha dato un programma per la Comunità “Regina della Pace, completamente tuoi, per Maria a Gesù”, e conduce questa Comunità attraverso Padre Tomislav e Agnes, attraverso la quale giungono i messaggi per la Comunità. Sono nella Comunità da più di un mese e mezzo.
» [Una chiamata nell’anno mariano, pp. 15-16].

La fuga della “veggente”

Non trascorse molto, però, perché il rapporto tra la “veggente” e l’ex francescano venisse bruscamente interrotto, concludendosi con la fuga della Pavlović dalla comunità.

Nei primi giorni del Luglio 1988 una giornalista statunitense, Suzanne Rini, inviata dal periodico cattolico Fidelity, giunge in Italia e chiede conto a padre Vlašić della vicenda riguardante lui e Suor Rufina. Il francescano negò i fatti.

Qualche giorno dopo, l’11 Luglio 1988, Marija Pavlović scrive un nuovo clamoroso comunicato, in cui ritratta la provenienza “celeste” dei messaggi a favore della comunità, sostenendo invece di essere stata quasi costretta a formularli da Tomislav Vlasic (cfr. Medjugorje, la veggente Marija Pavlovic ha mentito almeno una volta).

Motivi e conseguenze per la “veggente”

Quello che tutti ora si domanderanno, è ciò che è realmente successo in quel lasso di tempo e successivamente. La risposta ci è stata fornita da una fonte interna alla ex comunità di Tomislav Vlasic.

La “veggente”, già entrata in contrasto con Agnes Heupel e le presunte “locuzioni interiori” che quest’ultima riceveva dalla “Gospa”, era infastidita dal modo in cui la tedesca guidava la comunità attraverso i presunti messaggi della “Gospa”, senza lasciare alla Pavlović la libertà di cui godeva prima di entravi.

Turbata dalla notizia del figlio avuto da Vlasic con Suor Rufina, confusa dai “messaggi” ricevuti dalla Heupel, Marija Pavlović letteralmente scappa dalla comunità “Kraljice Mira”, distrutta come persona. Lo shock era stato talmente forte tanto da portarla ad un passo dal tirarsi indietro rispetto al “fenomeno Medjugorje”.

A quel punto, qualcuno intervenne per risolvere in fretta la spinosa questione, facendo rifugiare la “veggente” in crisi alla Comunità Cenacolo di Suor Elvira.  Dopo essersi ristabilita, si trasferì a Milano dove conobbe l’attuale marito.

La nuova comunità

Il 1 ottobre 1988 viene chiusa la comunità di Vlasic per decreto del vescovo di Parma, mons. Benito Cocchi, anche perché alcune pratiche, come la convivenza tra uomini e donne, sono “ritenuti del tutto estranei ad ogni forma di comunità religiosa accettata dalla Chiesa”. [lettera 68/I/28 del 1 ottobre 1988]

Questo non ferma comunque l’ex francescano, che apre quattro nuove sedi in diocesi guidate da vescovi meno ostili. La sede principale è a Lama dei Peligni (Chieti), altre a Penne (Pescara) e Camporotondo di Fiastrone (Macerata). L’ultima si è insediata a Medjugorje, secondo l’usanza ormai consolidata in quella località di ignorare completamente il vescovo.

Ombre di New Age e luci di UFO

Nel 1994 entra nella nuova comunità di Vlasic, composta da laici e consacrati, Stefania Caterina, suora laica, che nel 2002 ne diventerà responsabile generale. La collaboratrice di Vlasic avrebbe avuto «esperienze straordinarie da quando lei si conosce, da bambina, e pensava che tutti sentissero la voce di Gesù. […] Nel 1997-98, le esperienze diventano forti; il 14 febbraio 1998, con l’offerta della sua vita in sacrificio a Gesù per mezzo di Maria, si è aperto tutto.»

Stefania Caterina sostiene che tali esperienze «avvengono attraverso locuzioni interiori e visioni, durante le quali mi sono date spiegazioni dal Signore stesso o dai suoi strumenti, primo fra tutti S. Raffaele arcangelo, il Padre, Gesù, lo Spirito Santo, Maria, san Giuseppe, gli apostoli Giovanni e Paolo, gli Arcangeli, Lucifero, la piccola defunta Anna, le anime del Purgatorio e “uomini di altri pianeti”.»

Uno dei compiti più importanti dell’umanità di Alfa Centauri è di comandare la grande flotta interplanetaria. Essa è composta dai più potenti veicoli spaziali e da equipaggi scelti, messi a disposizione dai pianeti fedeli a Dio,” scrive la suora laica a pagina 123 del suo libro “Oltre la grande barriera” (Luci dell’Esodo, 2008).

Ma non è la sola sconcertante affermazione che si può leggere sul testo. Il libro, che appare fortemente ispirato alla New Age, è un ibrido tra mitologia, ufologia, religioni e pratiche orientali e il cristianesimo.

“Attorno alla vostra persona si trova l’aura. Essa è un campo energetico che circonda il corpo umano,” avrebbe detto S. Raffaele Arcangelo l’8 Marzo 2001 a Stefania Caterina  [Oltre la grande barriera, pag. 250].

L’isolamento

Dal febbraio 2008, a padre Vlasic era stato imposto di vivere in totale isolamento, mentre era in corso l’inchiesta vaticana a suo carico per peccati di natura sessuale e per il sospetto di diffondere «eresia e scisma». Padre Vlasic, però, non aveva rispettato le misure disciplinari che erano state imposte ed era stato quindi colpito dall’«interdetto», che gli proibiva di ricevere i sacramenti e partecipare al culto pubblico. Il ministro generale dei Francescani, José Rodriguez Carballo ha aggiunto il divieto di «rilasciare dichiarazioni su questioni religiose, specialmente sul fenomeno Medjugorje» e negato il permesso di vivere nelle strutture dell’ordine.

Lo sconcerto dei membri della comunità

Non pronti ad un simile provvedimento, i membri della comunità “Regina della Pace” non hanno mancato di protestare vivacemente, anche con una lettera aperta indirizzata al Ministro Generale dei Frati Minori e firmata da 180 persone. Frastornati dagli eventi, increduli, si domandano come mai, dopo la diffusione del provvedimento a carico dei Vlasic, tutti abbiano preso le distanze da lui, persino i sacerdoti che fino a poco tempo prima lo appoggiavano (cfr. Tomislav Vlasic, cosa pensa la sua comunità?).

La scomunica

L’epilogo è stata la riduzione allo stato laicale, chiesta dall’ex francescano prima che arrivasse la scomunica già pronta di Benedetto XVI. Padre Francesco Bravi, procuratore generale dei Francescani, puntualizza che le contestazioni dell’ex Sant’Uffizio rientrano «nel contesto del fenomeno delle apparizioni di Medjugorje» e che il frate non è stato espulso ma ha chiesto lui la dispensa dal sacerdozio, visto il procedimento che era stato avviato dal Vaticano e che si stava concludendo con la riduzione allo stato laicale.

E c’è già chi parla di una vera e propria persecuzione, paragonando Vlasic a Padre Pio.

Il “direttore spirituale”

Il fatto che Vlasic fosse riconosciuto come direttore spirituale dei “veggenti” nel periodo tra il 1981 e il 1984 è documentato anche nei libri di René Laurentin, noto teologo francese e da sempre promotore del “fenomeno Medjugorje.” (“Breve storia delle apparizioni di Maria a Medjugorje”, “Racconto e messaggio delle apparizioni di Medjugorje”)

Per quanto venga sottaciuta, nascosta, epurata o negata la questione relativa all’effettiva direzione spirituale dei “veggenti” da parte di Tomislav Vlasic, produciamo di seguito anche testimonianza della stessa da fonti esclusivamente pro-Medjugorje, onde evitare illazioni e sterili discussioni su fonti non allineate.

Al momento dell’arresto, Tomislav Vlasic’ accorre in aiuto della canonica rimasta senza guida. Ritiene che la situazione sia poco chiara e parte per Mostar, dove mette al corrente il provinciale francescano, fra’ Jozo Pejic: – Prenda il posto del parroco, la nomino a Medjugorje – conclude quell’uomo esperto. Da quel momento Tomislav diventa la mirabile guida spirituale dei veggenti e della parrocchia.
Da: Camminando Insieme – San Mattia Onlus

Già parroco di Capljina, accorse a Medjugorje il giorno stesso dell’arresto di Padre Jozo, dove gli venne subito affidata dal Provinciale la direzione spirituale della parrocchia “orfana”. […] La sua ardente convinzione lo ha portato a essere la guida spirituale non solo dei veggenti, ma di tutto il movimento di conversione sorto a Medjugorje.
Da: La Madonna di Medjugorje

Altre due ragazze (non facenti parte del nucleo dei visionari), Jelena e Marijana, inizialmente sotto la direzione di Fr. Tomislav Vlasicil leader carismatico che era stato direttore spirituale dei visionari – odono anch’esse una voce interiore, attribuita alla Vergine, che affida loro messaggi personali, messaggi per il gruppo locale di preghiera, per la parrocchia e per il mondo intero.
Da: Il Cammino Cristiano

Al momento dell’arresto, Tomislav Vlasic’ accorre in aiuto della canonica rimasta senza guida. Ritiene che la situazione sia poco chiara e parte per Mostar, dove mette al corrente il provinciale francescano, fra’ Jozo Pejic: – Prenda il posto del parroco, la nomino a Medjugorje – conclude quell’uomo esperto. Da quel momento Tomislav diventa la mirabile guida spirituale dei veggenti e della parrocchia.
Da: Medjugorje Bolzano

Già parroco di Capljina, accorse a Medjugorje il giorno stesso dell’arresto di Padre Jozo, dove gli venne subito affidata dal Provinciale la direzione spirituale della parrocchia “orfana”. […] La sua ardente convinzione lo ha portato a essere la guida spirituale non solo dei veggenti, ma di tutto il movimento di conversione sorto a Medjugorje.
Da: Medjugorje Saccolongo

Nel libro “Messaggio e pedagogia di Maria a Medjugorje” sono presenti numerosi messaggi della “Gospa” che dimostrerebbero l’evidente amicizia con i “veggenti” e il suo ruolo di loro “guida spirituale”, e sono raccolti sul sito di Medjugorje Bolzano.

E’ fenomeno frequente abbandonare la barca che affonda, ma negare l’evidenza…

13 commenti

  1. io conosco i fatti….
    siete fuori per fuori…..

    potete scrivere tutte lke balle che volete
    la gente credera solo perche fa scandalo…

    e intano vi prendete in giro da soli

  2. Articolo ben informato.
    Peròi ha trascurato un importante tassello:
    La Comunità Kraljjce Mira controlla e gestisce il periodico bimestrale “ECO DI MARIA- ECO DI MEDJUGORJE” tiratura 800 mila copie + altre traduzioni che attingono liberamente articoli dall’edizione italiana.
    Incassi da libere offerte circa 400.000 euro annuali.
    Dopo Radio Maria, ECO è il più importante e influente divulgatore di Medjugorje e – negli ultimi dieci anni (cioè dopo la morte del suo fondatore don Angelo Mutti, prete mantovano) – uno strumento totalmente al servizio della Comunità. In esso scrivono sotto vari pseudonimi i membri storici della Comunità.
    Il periodico è gestito da una associazione (“Associazione Eco di Maria”), il cui Presidente, don Angelo Bertozzi (prete incardinato nella diocesi di Mantova) è poco più che un supino prestanome.
    I veri capi sono l’Ing. Giuseppe Ferrario, facoltoso imprenditore veneziano ed eminentissimo responsabile delle fraternità di laici legate alla Comunità. E’ un vero fedayn, che a suon di quattrini ha scalato ogni vetta “spirituale”.
    C’è poi l’Ing. Pietro Squassabbia notissimo e facoltoso imprenditore mantovano ma che di fatto è solo uno yes man.
    La vera padrona dell’ECO è suor Stefania Consoli, capo redattrice, membro della Comunità da vent’anni, nella quale riesce con tanta abilità a fare quello che vuole, a galleggiare in ogni situazione.
    Si ricordi questi nomi perchè tra non molto li vedremo tutti a capo di qualche flotta interstellare. Meglio tenerseli buoni!

  3. Amore
    Amore il tuo viso mi ricorda la bellezza scultorea di Poppea,
    amore la tua tenacia mi ricorda la forza eburnea di Cleopatra,
    amore la tua astuzia mi ricorda l’efebica astuzia di Messalina,
    amore, c’hai fatto caso che mi ricordi solo delle grandi puttane?

  4. Carissimi

    sono un sacerdote che è “nato” spiritualmente a Medjugorje. Ho seguito le ultime vicende che riguardano lo status canonico di P. Tomislav Vlasic attraverso i vari decreti e commenti pubblicati da diversi media cattolici e non, e sinceramente sono rimasto molto stupito dalla superficialità e dalla non conoscenza della terminologia giuridica e dogmatica della questione, anche da parte di coloro che li hanno firmati.
    Per amore verso la verità e per correttezza di informazione, permettetemi di dare un piccolo contributo alla questione precisando alcuni punti emersi nei provvedimenti che riguardano P. Vlasic.
    Nei decreti si parla di riduzione allo stato laicale. È un’affermazione enormemente sbagliata, che nella terminologia giuridica ecclesiale è stata cancellata e superata da quasi 30 anni; l’attuale Codice di Diritto Canonico l’ha sostituita con un’altra espressione più esatta: dimissioni dallo stato clericale.
    Spesso la gente quando sente parlare di riduzione allo stato laicale pensa che si possa “togliere” il sacerdozio, e che un sacerdote possa ritornare ad essere laico. Per questo ritengo importante sottolineare che qualsiasi sacerdote rimane sacerdote in eterno, indipendentemente dai provvedimenti presi nei sui riguardi.
    Per spiegare la differenza tra lo stato clericale (che un sacerdote può perdere) e la sacra ordinazione (che è invece indelebile) citerò alcuni brani del commento giuridico del Codice di Diritto Canonico di don Luigi Chiappetta:

    “Lo stato clericale indica per sé soltanto una situazione ecclesiale giuridica. L’ordine sacro, invece, determina una condizione sacramentale di natura ontologica, che trasforma soprannaturalmente l’uomo nel suo essere, costituendolo ministro sacro. La sacra ordinazione imprime nell’anima un carattere indelebile; una volta ricevuta validamente, non può mai venir meno, né essere annullata, mentre si può decadere dallo stato clericale, che è uno stato esclusivamente giuridico. A un ministro sacro si può proibire di esercitare alcuni o tutti gli atti dell’ordine, ma il sacerdote non può essere mai privato della potestà che ha ricevuto nella sacra ordinazione (can. 1338), e gli atti da lui posti saranno sempre validi dal punto di vista sacramentale e della grazia, anche se illeciti dal punto di vista giuridico” (cfr. Luigi Chiappetta, Il Codice di Diritto Canonico, ED, pag. 370).

    Questo significa che quando un sacerdote viene privato dello stato clericale, perde determinati diritti giuridici, incarichi, onori ecclesiastici, ma non diventa assolutamente laico. La gerarchia ecclesiastica può vietare certi atti a un sacerdote (la celebrazione dei sacramenti, l’accompagnamento spirituale, la predicazione, ecc.), ma se per assurdo un sacerdote privato dello stato clericale continuasse a celebrare l’Eucaristia e impartire i sacramenti, quei sacramenti sarebbero validi dal punto di vista della grazia, anche se non leciti dal punto di vista giuridico. Basti pensare che in caso di pericolo anche un sacerdote scomunicato potrebbe confessare, assolvere, impartire tutti i sacramenti. Questo perché la perdita dello stato clericale è un provvedimento temporaneo che non tocca l’essenza del sacerdozio.
    Mi è sembrato molto scorretto sentir dire che padre Vlasic non è più sacerdote, e sentirlo dire anche da ministri che dovrebbero conoscere queste cose e che non dovrebbero permettersi di ingannare i fedeli.

    Nei dibattiti e commenti giornalistici di questi giorni si è parlato addirittura di scomunica. Anche a questo proposito ritengo utile riportare ciò che dice proprio il Codice di Diritto Canonico a proposito della scomunica: “La scomunica è la più grave delle censure, poiché comporta l’esclusione dalla comunione ecclesiale, acquisita mediante il battesimo. Tale esclusione, evidentemente non è separazione da Cristo né dalla Chiesa in quanto Corpo Mistico, in cui si realizza la Comunione dei santi, ma soltanto esclusione dalla Chiesa in quanto corpo giuridico-sociale. L’unione mistica con Cristo e con la Chiesa si perde in parte con il peccato, e definitivamente con la perdita della fede (cioè se la persona consapevolmente e liberamente rifiuta Gesù Cristo). La comunione giuridica, esterna, cessa invece per un provvedimento dell’autorità, che priva il fedele di determinati suoi diritti. Questo, tuttavia, avviene per sé senza pregiudizio dell’unione mistica, che segue le sue leggi” (cfr. L. Chiappetta, Il Codice di Diritto Canonico, ED, pag. 454).
    Infine toccherei anche un altro argomento di cui si è parlato: l’obbedienza. Presento semplicemente alcune considerazioni, scritte niente meno che dal teologo Joseph Ratzinger, attuale papa Benedetto XVI: “Al di sopra del papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica” (Commentary on the documents of Vatican II, vol. V, pag. 134, a cura di Herbert Vorgrimler, ed. Herder and Herder).

    Spero che queste poche righe possano essere di aiuto a coloro che sono di buona volontà, anche se si potrebbero ancore aggiungere tante cose a proposito delle stranezze che hanno accompagnato questo inesistente processo nei confronti di p. Vlasic, che è stato accusato sulla base di “dubbi” che nessuno ha sentito il dovere di verificare. Anche il diritto romano diceva “in dubio pro reo”, cioè l’accusato si deve considerare innocente finché le accuse non siano provate.

    Un caro saluto e buon lavoro! P. Francesco

    • Ciao P Francesco,
      bella la tua risposta ma…
      leggiti la favola del re nudo…
      non vorrei che Tomislav e tutti i suoi amici facessero tale fine.

      auguri cmq uniti nel Signore
      p gianni

  5. Egregio P. Francesco,
    Sebbene possa condividere le tue puntualizzazioni sull’indelebilità del Sacro Ordine, vi sono considerazioni disciplinari, spirituali e morali di assoluto rilievo.
    La vicenda Tomislav dura da oltre 15 anni e se la Chiesa interviene con la scure soltanto oggi, lo fa con ritardo e dopo avergli dato ogni possibile via di mediazione alla quale lo stesso Tomislav si è in vari modi sottratto.
    Molte delle accuse che gli sono rivolte provengono tra l’altro da alcuni ex-membri della sua stessa Comunità i quali avevano cercato di farlo rimanere nel sano solco ecclesiale: alcuni di essi erano partiti con lui con l’esperienza della Comunità e avevano investito in quell’esperienza la loro giovinezza e la loro vita e cammin facendo si sono trovati a passare dalla Regina della Pace agli Ufo, dal paradiso ad Alfa Centauri! Naturalmente sempre sulla scia di qualche nuova veggente ai cui messaggi si doveva quell’obbedienza che p. Tomislav non prestava alla Chiesa.
    Tanto più che egli è un prete, ossia un pastore chiamato a condurre il gregge di Dio sui pascoli erbosi e non su impervi dirupi desertici. Oltretutto è un religioso: la sua strada per essere santo e di testimoniare al popolo di Dio il Vangelo vivendo nella povertà, nella castità e nell’obbedienza. Il tutto condito con la carità.
    Tutto il resto è vanità tesa soddisfare pericolose curiosità!
    Qualche obiezione su questa vicenda verrebbe spontanea ad ogni semplice cristiano.
    Poi, fortunatamente il giudizio finale è solo di Dio e ciascuno in questo mondo vive secondo coscienza: per cui se il prete a cui viene legittimamente impedito di celebrare i sacramenti continua poi a farlo nessuno può materialmente impedirglielo (non si ha notizia negli ultimi secoli di gendarmi accorsi ad arrestare preti sospesi a divinis o ex-preti colti in flagranza di celebrazione), ma la responsabilità morale sarà sua. Così come il marito che segretamente cornifica la moglie con le amanti, è “libero” di farlo finchè non viene scoperto, oppure la monaca è “libera” di andare a letto col sacrestano. Tutti siamo fondamentalmente “liberi” di agire secondo coscienza, ma come disse Cocleus a Lutero “la tua coscienza può sbagliare, la tua coscienza deve essere educata”. Altrimenti è inutile parlari di istituzione ecclesiastica, di vita religiosa, di ordine sacro, di gerarchia.
    Un caro saluto.

    • Ottimo detto @kaius, posso solo confermare questo sguardo sulle vicende. Ce questo cambiamaneto nella comunitá – posso dirlo, perche sono stato membro… Preghiamo per una conversione di Padre!

  6. Io Padre tomislav l’ho conosciuto mi sembrano tutte illazione ho pregato con lui per molto tempo,ho conosciuto sua madre e sua sorella monaca francescana viveva in un convento in estrema poverta
    Ripetto tutto e tutti ma Padre tomislav per me è uno dei più grandi mistici viventi
    non sono cattolico ne di nessun altra religione soo anzi cerco di essere libero
    auguri a tutti voi a ai vostri cari Massimo Pulicati

    • Ha ragione sig. Massimo, Anche io ho conosciuto p. Tomislav e le assicuro che l’umiltà e la santità trasparivano dalla sua persona. Non è mai stato chiamato dalle autorità del vaticano per poter chiarire direttamente la sua posizione e non ha mai voluto “difendersi” accettando tutto con umiltà mettendo in pratica ciò che sempre ci ha insegnato:”L’offerta della vita a Dio attraverso il Cuore Immacolato di Maria”. Si è sempre e solo dato credito alle “voci” che lo accusavano. Anche questo è un mistero di Dio! Saluti

  7. Si ma a me non convince la storia del figlio.
    Se può fornisca prove più attendibili e personalmente le crederò.

    • c’è una lettera del 9 gennaio 1977 dello stesso vlasic che dice alla suora rimasta incinta di tenere tutto nascosto e di accettare il suo destino come fece maria(che orrore!) per amore di dio e per la salvezza dei fedeli, oppure di dire che qualcuno se la voleva sposare ma che poi l’ha abbandanata( che uomo!)
      la puoi trovare qui : http://marcocorvaglia.blog.lastampa.it/mcor/e-la-gospa-disse-ringrazi.html

      • Tuttavia, @msniemand, questi fonti non bastano per confermare la storia di Manda Kozul. Se fossero prove genetiche etc. sarebbe qualcosa di fidabile. Anche perché le prove di scrittura non son verosimili, tutto questa storia é poco convincente. (Scusa il mio brutto italiano – ma forse sei anche Tu un tedesco?;)

        • Supponete che questa persona fosse seguita spiritualmente da questo frate.
          Supponete che sia rimasta incinta di qualcuno che sarebbe stato meglio non accusare di tale errore…
          Non conosco la storia, non voglio difendere nessuno ma solo noto che:
          1 – in questa lettera che sarebbe la prova principale, il mittente non accusa se stesso ma cerca di aiutare il destinatario.
          2 – ci sono troppi “si dice”, “si pensa” ma nulla di concreto, evidente.
          Per il resto, sappiate (io lo vedo con i miei occhi), che tanti “Santi sacerdoti sono circondati da gente che spesso e fuori come un balcone. Nonostante questo, si prega sempre insieme e se possibile aiutano in parrocchia (avvolte facendo grossi danni, spirituali e non).
          Mi pare che questo articolo lasci il tempo che trovi, anzi, ne ha fatto perdere a me e a quanti leggono.


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