Pistoia, prete in lite con i parrocchiani fa “sciopero della messa” dopo aver trovato letame sulla soglia di casa

PISTOIA – Chiesa chiusa per “sciopero”: niente messa e campane ammutolite. Accade a  San Pierino Casa al Vescovo, una piccola frazione del comune di Pistoia, dove il prete don Michele Palchetti e il locale circolo Mcl sono ai ferri corti. Lo rivela Il Tirreno.

Nei giorni scorsi sulle mura della canonica sono apparse anche scritte ingiuriose, presto cancellate, e sulla soglia della casa del curato è stato cosparso del letame.

Don Michele avrebbe reagito con lo “sciopero” delle funzioni religiose durante la settimana e non suonando più le campane nemmeno a mezzogiorno.

La diatriba è iniziata nel novembre scorso ed ha assunto toni ufficiali a giugno quando don Michele, autorizzato della diocesi, ha agito in giudizio per tornare in possesso dei locali che da una trentina d’anni sono occupati dal circolo Mcl (Movimento cristiano lavoratori). Il parroco chiede il rilascio della sede del circolo e dell’appartamento in cui vive, assieme alla famiglia, l’uomo che gestisce il bar del circolo.

La scorsa settimana il circolo Mcl ha inviato al procuratore della Repubblica di Pistoia un esposto querela per denunciare che don Palchetti aveva chiuso col lucchetto il cancello del campo sportivo attiguo alla parrocchia e di norma frequentato dai bambini del paese. “Ormai la presenza del parroco è incompatibile con il paese” ha scritto in una nota l’Mcl provinciale. Ma ai giornali sono arrivate numerose lettere a sostegno del parroco.

“Per aiutare le persone che stanno soffrendo” don Michele Palchetti “lascerà per qualche tempo la parrocchia di San Pierino, mantenendo il titolo di parroco, mentre il servizio sarà svolto da un sacerdote inviato direttamente dalla Curia in modo che la vita della comunità non abbia a soffrirne”.

Lo annuncia in una lettera alla comunità di San Pierino Casa al Vescovo, monsignor Mansueto Bianchi vescovo di Pistoia. Monsignor Bianchi difende il sacerdote, a cui manifesta “vicinanza e stima”, e spiega che “l’aggressione è giunta a un punto tale per cui il vescovo non può tacere e deve dire con chiarezza la propria fraterna vicinanza a don Michele Palchetti, al Consiglio pastorale e alla comunità di San Pierino Casa al Vescovo che soffre per alcuni comportamenti diffamatori e oggettivamente tendenti a intimidire e impedire la vita ordinaria e serena della parrocchia stessa”.

Il vescovo si augura che la decisione di spostare il sacerdote per un periodo di tempo “sia colta in tutta la sua positività da parte di ciascuno e costituisca un richiamo forte alla misura e alla responsabilità”. La lettera si chiude con un richiamo al dialogo, ma anche con una precisa presa di posizione perché “non si può accettare che qualcuno diffonda giudizi tanto generici quanto lesivi della dignità personale, in particolare di un sacerdote, facilitando la strada a chi fa seguire comportamenti beceri, aggressivi, penalmente rilevanti”.

Fonte: Il Giornale

1 commento

  1. Si cerca ogni occasione per quelli che vogliono che la chiesa non deve avere voce in capitolo nemmeno per i propri averi .Si vorrebbe che i beni che la chiesa ha ricevuto per beneficenza devono essere lasciati a loro privando la chiesa di legittimità dei beni ricevuti dai parrocchiani . Se uno lascia un bene alla chiesa lo fa perchè vuole che la chiesa sia la principale
    beneficiaria e amministratrice . Le persone che hanno agito male sappiano ritornare in se per avere l’armonia di una comunità unita nell’amore per la santa chiesa.


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