Islam, bambini denutriti per purificazione

Terroristi islamici

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PARIGI – Sembrano usciti da I miserabili di Victor Hugo. Invece, gli otto bambini francesi ai quali i genitori negavano cibo e cure sono stati tenuti anni in queste condizioni per “purificarsi”: così ha tentato di spiegarsi, davanti alla polizia, il padre musulmano osservante.
L’uomo, 49 anni, origini marocchine, è ora in carcere con la moglie, 50 anni, slava, convertita all’islam. Dormivano in terra, in casa non c’erano letti né mobili, camminavano scalzi, affamati, vivevano rinchiusi in casa senza contatti con il mondo esterno, e venivano picchiati duramente con bastoni se trasgredivano le regole.


Le regole le avevano imposte i genitori, da sabato in carcere a Perpignano, nel sud della Francia, con l’accusa di violenze ripetute e per aver negato cibo e cure fino a compromettere la salute dei figli minori. Alla polizia hanno detto di praticare “scrupolosamente i dettami della loro religione” che riterrebbe “necessario un regime alimentare rigido”.

“Il dimagrimento – ha detto la coppia – è segno del successo dell’educazione dei figli che hanno bisogno di purificarsi”. “Il padre si crede un illuminato e il trattamento che ha imposto alla sua famiglia va ben oltre la pratica rigorosa della religione musulmana, assomiglia di più al funzionamento di una setta”, ha spiegato il procuratore di Perpignano, Jean-Pierre Dreno.

Degli otto bambini – di età compresa tra i 7 e i 17 anni – i più magri, due ragazzine di 13 e 15 anni che pesavano 22 chili e un ragazzo di 13 anni alto 1,65 metri per 32 chili sono stati portati in ospedale. Gli altri sono stati affidati a un centro d’accoglienza. Tutti saranno sottoposti ad una perizia medico-psichiatrica. Sono stati i vicini di casa della famiglia a Banyuls-sur-Mer, un comune sul mare al confine con la Spagna e a pochi chilometri da Perpignano, a segnalare il caso: avevano visto il tredicenne, “un adolescente magrissimo”, frugare nelle immondizie “tremolante, a i piedi scalzi, con tracce di sangue sul viso e segni di violenza sul corpo”.

Il giovane, interpellato dalla polizia, ha detto di essere stato punito perché aveva rubato dalla cucina “un pugno di zucchero in polvere” precisando che la madre lo aveva quindi picchiato con un bastone e lo aveva ferito con il barattolo di vetro dello zucchero. I gendarmi si sono recati subito a casa del bambino dove hanno trovato i suoi fratelli nelle stesse penose condizioni. Il padre, venditore ambulante, ha giustificato l’assenza di provviste alimentari e di cibo nel frigo e sulle mensole della cucina dicendo di aver scoperto ultimamente le virtù degli alimenti biologici e che il digiuno aiuterebbe la purificazione della famiglia e dei suoi bambini. Punizioni corporali erano inflitte ai bambini regolarmente “quando le regole dettate dal capo famiglia non venivano rispettate”. Le ragazze più grandi non frequentavano più la scuola a causa del divieto di portare il velo. La madre le aveva iscritte a un corso di insegnamento a distanza. In Francia ci si chiede come il caso sia potuto passare inosservato ai servizi sociali e scolastici.

Fonte: ANSA

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