Caso Englaro, il giudice boccia la procura “Il padre non approfitterà per bloccare la terapia”

Beppino Englaro

Beppino Englaro

MILANO: La richiesta di “sospensiva” per Eluana Englaro, firmata da Anna Maria Pezza, non è stata accolta. Il giudice ha detto no alla procura generale di Milano. Il presidente della sezione feriale della corte d’appello di Milano, Roberto Pallini, così si legge nella sua decisione, “respinge la richiesta del procuratore generale di sospendere, prima dell’udienza di comparazione delle parti, l’efficacia esecutiva del decreto”. E quindi “riserva al collegio la trattazione dell’istanza dello stesso procuratore generale di deliberare tale sospensione”, con un’udienza che si terrà il 24 settembre.

Come si sa, lo scorso 9 luglio la corte d’appello di Milano, rispondendo alle linee fissate dalla Cassazione, stabiliva che Beppino Englaro e Franca Alessio, papà e tutore il primo, curatrice speciale la seconda, potessero lasciar spirare Eluana Englaro, da oltre sedici anni e mezzo in stato vegetativo. Una decisione rumorosamente criticata soprattutto da parte del centrodestra. E contrastata, in disaccordo con i pareri della maggioranza dei suoi colleghi, anche dal sostituto procuratore Pezza: era stata lei a firmare il ricorso in cassazione e, qualche giorno fa, la richiesta di sospensiva della decisione.

Il magistrato invocava la necessità della “sospensiva” parlando “dell’eccezionale urgenza”. Perché il padre, così scriveva, “intende dare attuazione al provvedimento”. E questo era chiaro in base alle “molteplici notizie diffuse da tutti i principali mezzi d’informazione”, per esempio “da un articolo del Corriere della Sera”. Un discorso che al presidente Pallini sembra essere piaciuto poco. “Difetta la prova di tale assunto”, replica. E lo fa sottolineando che la dottoressa Pezza “ha solo allegato un unico articolo di stampa, tra l’altro risalente a oltre un mese fa”. E in questo articolo il giornalista non solo ha espresso, “tra l’altro utilizzando la forma verbale condizionale, personali pronostici”. Ma “si è limitato “a riportare commenti del tutto generici (“Non conferma e non smentisce”) del padre-tutore dell’Englaro in ordine alla ricerca di un “hospice” ove richiedere ed ottenere l’interruzione della terapia di sostegno vitale”.

“Terapia di sostegno vitale” è un’espressione da sottolineare, perché ci sono medici, non solo della destra cattolica, e uomini di chiesa i quali sostengono che alimentare per anni e anni senza alcun miglioramento un paziente attraverso un sondino nasogastrico sia un semplice “accudimento”. Mentre numerosi neurologi, la corte di Cassazione, lo stesso padre di Eluana parlano di una “terapia” che, come tutte le terapie, è rifiutabile dal paziente (o da chi lo rappresenta). Ma, al di là dell’uso del lessico, non esiste negli archivi dei giornali una sola dichiarazione del padre di Eluana in cui si annunci un “procederemo”.

Beppino Englaro ha cercato un hospice (e lo cerca tuttora), ma senza il via libera della magistratura, ripete da anni, non si muove. Quindi la richiesta di “sospensiva” non ha basi certe. Tra poco più di una settimana, dunque, la questione tornerà davanti ai giudici, per la dodicesima volta.

Fonte: La Repubblica

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