Nessun ospedale per Eluana Il padre: troveremo altre strade

Il padre di Eluana

Il padre di Eluana

LOMBARDIA: Dieci giorni dopo, la risposta è arrivata. La Regione Lombardia si è finalmente degnata di rispondere alla famiglia Englaro che si è decisa a diffidare il Pirellone, colpevole di non aver ancora indicato quale struttura ospedaliera della regione fosse disposta a mettere in pratica quanto stabilito dalla Corte d’appello di Milano. Ovvero, a staccare l’alimentazione artificiale ad Eluana, in coma da 16 anni.

Per la famiglia, infatti, «la decisione è esecutiva». Insomma, serve solo qualcuno che la metta in pratica. Ma nessuno vuole farlo: per questo, ha spiegato l’avvocato della famiglia, Vittorio Angiolini, «Englaro ha chiesto alla struttura convenzionata dove Eluana è ricoverata e all’ospedale pubblico di Lecco ed entrambi hanno risposto: “da noi no”. Si sono rifiutate».

Ma i familiari di Eluana non si sono arresi, anche perché, come ricorda Angiolini, «se un cittadino ha un diritto l’istituzione deve metterlo in condizione di poterlo esercitare». La Regione però ha temporeggiato parecchio, anzi non ha risposto proprio. «Perciò li abbiamo diffidati, dieci giorni fa – racconta ancora l’avvocato – Tutto deve essere chiaro, i nostri sono passi ufficiali. Se la Lombardia ci dirà no, chiederemo questa possibilità ad altre Regioni. Qualche contatto c’è, vedremo poi come regolarci sul piano legale».

Ora, come previsto, la Lombardia ha detto no. Il direttore generale della Sanità regionale Carlo Lucchina ha fatto sapere alla famiglia Englaro che «la richiesta da lei avanzata non può essere esaudita in quanto le strutture sanitarie sono deputate alla presa in carico diagnostico-assistenziale dei pazienti. In tali strutture, hospice compresi, deve inoltre essere garantita l’assistenza di base che si sostanzia nella nutrizione, idratazione e accudimento delle persone». Per questo, spiega Lucchina, «il personale sanitario che procedesse, in una delle strutture del servizio sanitario, alla sospensione dell’idratazione e alimentazione artificiale verrebbe meno ai propri obblighi professionali e di servizio anche in considerazione del fatto che il provvedimento giurisdizionale, di cui si chiede l’esecuzione, non contiene un obbligo formale di adempiere a carico di soggetti o enti individuati».

La famiglia non è stupita. Non è «niente di diverso da quanto ci aspettavamo», conferma Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana. Ma Beppino Englaro, il padre, non demorde: «Ormai è solo una questione legale: c’è un decreto e deve essere eseguito, quindi seguiremo tutte le vie legali perché ciò avvenga». Una potrebbe essere quella di rivolgersi alla Toscana. Alcuni contatti sono già stati avviati.

Fonte: L’unità

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2 commenti

  1. è davvero difficile capire cosa c’è nella testa del padre. Non siamo nella sua situazione… posso capire chi spera che un giorno si possa risvegliare, posso anche capire il padre che per certi aspetti vuole mantenere la volontà della figlia…

  2. Il rispetto della vita per Famiglia Cristiana? Trattare i malati da burattini! Il giornale cattolico ha preso una malata che non può scrivere né dettare né anche solo pensare un testo e ha pubblicato una lettera a so nome solo per attaccare Beppino Englaro, il padre di Eluana.
    Leggere per credere…
    http://noirpink.blogspot.com/2008/09/tendenze-famiglia-cristiana-il-rispetto.html


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