India, tra conversioni e riconversioni di massa

Conversioni di massa

Conversioni di massa

Se qualcuno rinnega una religione e si converte a un’altra, si presuppone che questa persona abbia una conoscenza minima e comparativa di tutte le fedi prevalenti in India. Tuttavia, ciò che accade nel paese è una continua conversione e riconversione di massa di popolazione tribale, composta sostanzialmente da illetterati che non sanno scrivere nemmeno il loro nome, figuriamoci lo studio delle scritture delle varie religioni!

E’ un fatto noto che le conversioni di massa siano portate avanti da zelanti missionari o evangelisti, attraverso incentivi monetari o sistematico indottrinamento delle malleabili menti di queste masse abbastanza frustrate di affamati, in modo che i proseliti in India e di conseguenza nel mondo, aumentino.

Tutto questo, nel contesto Indiano, provoca gravi conseguenze per le delicate relazioni tra comunità, per la stabilità della pace e la prosperità del paese. Perché i poteri forti non riesaminano le disposizioni costituzionali che danno il diritto a ogni comunità minoritaria di lavorare come fanatici evangelisti, il cui modus operandi è di indottrinare o disseminare odio attraverso disiformazione selettiva e comparativa sull’Induismo, i quali con tutta probabilità renderanno i neoconvertiti gli individui più partigiani e dal cervello completamente lavato, armati essenzialmente con un nuovo approccio fondamentalistico nei confronti dei fratelli della vecchia fede?

Le conversioni religiose in corso stanno conducendo verso tensioni intracomunitarie, evidenziate ultimamente e delle stesse proporzioni della presente in Orissa.

Credo che studiosi di scienze sociali, intellettuali genuini ed esperti legali dovrebbero rivedere, nuovamente e senza favoritismi, l’intero scenario delle conversioni religiose in corso nel paese, che, decisamente, non avvengono per il solo amore verso la religione di questi missionari religiosi o evangelisti, ma per qualcos’altro che è argomento di dibattito urgente anche per gli economi e, non per ultimo, il governo attuale che dovrebbe uscire dalla sua distorta ottica secolarista su ciò che sta accadendo, se vuole evitare questi scontri nel futuro.

Fonte: Mallinath, su The Times Of India

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