Orissa, qui gli scontri non sono a senso unico

Donna Dalit

Donna Dalit (Cristiani)

BARAKHAMA (KANDHAMAL): Cresce la tensione tra Cristiani e Indù nel distretto di Kandhamal. “Questo è forse uno tra i pochi posti di questa regione, dove i combattimenti in corso tra Indù e comunità Cristiane non sono un episodio unilaterale, come nella maggior parte dei distretti a predominanza tribale. Qui, come altrove, la violenza ha origine a causa del divario tra i Kandhs tribali e i Dalit Cristiani,” scrive Sandeep Mishra sul Times of India.

“Ma qui i cristiani non sono solo vittime, sono anche vincitori. Otto mesi fa i gruppi belligeranti hanno subito una morte a testa. Nell’ultimo scontro, entrambe le vittime – Ajuba Digal (20) e Prafulla Naik (70) – erano Cristiane. I Cristiani hanno subito più perdite. Ma anche gli Indù hanno riportato ferite di proiettili e incendi dei loro averi,” aggiunge.

“Stavo tornando dall’ospedale il 26 Agosto quando i Cristiani hanno aperto il fuoco su di me,” racconta Dagara Mallick attualmente ricoverato all’ospedale di Baliguda con una mano ferita.

“Non sapevo che erano in corso degli scontri. Stavo tornando a casa quando l’attacco è iniziato”, racconta Damonar Bagarti, marmista.

Effettivamente tra i commenti all’articolo e su numerosi forum frequentati da Indiani, molti sono quelli che, in riferimento a ciò che realmente avviene in Orissa, lamentano una parziale censura da parte dei media.

“Fuori dall’Orissa non avevamo alcun modo di sapere la verità. Quando chiamo i miei genitori e parenti raccontano la storia degli scontri tra le due comunità come descritto dai giornali locali (Quelli pubblicati in Orissa, ndr.). Ma a livello nazionale è stato definito come un attacco contro la comunità Cristiana, o dal nostro PM come una ‘vergogna nazionale’. Non capisco perché altri giornalisti e i media nazionali abbiano vergogna di scrivere la verità. Non siamo abbastanza maturi da digerirla?” scrive Debashis tra i commenti all’articolo pubblicato dal Times of India.

“Vivo in un paese nel distretto di Korapu. Qui i missionari Cristiani approfittano della povertà delle popolazioni tribali chidendo loro di convertirsi al Cristianesimo in cambio di soldi. La vera intenzione dei missionari Cristiani è fare proselitismo, non aiutare i bisognosi,” replica un altro lettore.

Barakhama offre un chiaro esempio su come l’aumento graduale della popolazione Cristiana abbia provocato l’intolleranza religiosa nel Kandhamal.

Fonte: The Times of India

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